La conferenza dei servizi presieduta dalla Regione ha rinnovato il permesso vincolato al corretto funzionamento dell’impianto brucia rifiuti. Durante la riunione non è stato consentito l’ingresso del rappresentante dell’osservatorio comunale indipendente.
La giornata della conferenza dei servizi regionale per il rinnovo dell’autorizzazione al termovalorizzatore è iniziata stamattina con un brutto segnale per gli ambientalisti di Acerra e per tutti quelli contrari alle politiche di incenerimento dei rifiuti.
Questo perché i responsabili del procedimento, un paio di funzionari della Regione Campania, non hanno consentito che partecipasse ai lavori l’unico esponente giunto sul posto dell’osservatorio comunale ambientale indipendente di Acerra, l’ingegner Vincenzo Caprioli. Il professionista, piuttosto anziano, è rimasto seduto nella sala d’attesa dell’edificio C1 del centro direzionale di Napoli, sguardo visibilmente amareggiato, mentre le telecamere dei comitati lo filmavano. “Non mi hanno voluto far entrare, nonostante fossi stato delegato dal consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle, Micillo”, ha raccontato Caprioli agli ecologisti presenti.
E dopo alcune ore è spuntato il verdetto: la conferenza ha rilasciato l’autorizzazione integrata ambientale all’A2a, l’azienda milanese che gestisce il termovalorizzatore. Il solo parere negativo, peraltro non vincolante, è stato del comune di Acerra, rappresentato in sede direttamente dal sindaco, Raffaele Lettieri. Dunque, via libera all’inceneritore. Per la Regione è tutto a posto. O quasi. E’ stata data qualche prescrizione al ciclo di lavorazione del forno brucia rifiuti. Intanto la novità emersa dalla conferenza è che Regione Campania e Comune di Acerra si sono accordati per nominare insieme un organismo, un ente terzo, che sia in grado di valutare l’effettivo impatto ambientale del termovalorizzatore sul territorio.





