In occasione dell’allestimento di una nuova sezione che sarà inaugurata per la fine di quest’anno, il Museo di Capodimonte chiede ai visitatori consigli e suggerimenti. Sarà il pubblico, per una volta, a decidere cosa vedere.
Ci dicono sempre che musei, monumenti e siti archeologici sono patrimonio di tutti, ma nessuno ci chiede mai il nostro parere. Il Museo di Capodimonte ha pensato bene di farlo: finalmente il museo ce lo facciamo noi. In concomitanza con l’apertura di una nuova sezione, che ospiterà le opere ottocentesche della collezione, il museo ha deciso di accettare proposte e suggerimenti dai suoi visitatori. Inviando una e-mail all’indirizzo capodimonteperte@beniculturali.it sarà possibile infatti partecipare alla selezione del gruppo che visiterà in anteprima, il 21, 22 e 23 settembre, le nuove sale.
Si tratterà di un gruppo eterogeneo scelto in base all’età, al titolo di studio e al numero di musei visitati durante gli ultimi 12 mesi. Un campione di pubblico che potrà decidere cosa leggere nelle didascalie delle opere o dare ulteriori suggerimenti. Il progetto “Capodimonte per te, idee per un tour nell’800” nasce con l’intento di avvicinare il pubblico al museo, liberando quest’ultimo “da quell’immagine di vecchiume, che inevitabilmente accompagna nell’immaginario collettivo l’idea stessa di una collezione di arte antica”, come ha spiegato Fabrizio Vona, soprintendente del Polo Museale di Napoli.
A fine ottobre, un altro campione di pubblico sarà scelto per ammirare, sempre in anteprima, la nuova sezione, in modo da testare le modifiche apportate dagli stessi visitatori. L’idea segue gli esempi anglosassoni, ma è senza dubbio un modo accattivante di attrarre un pubblico che, rispetto a venti o trent’anni fa, è decisamente cambiato. Con le nuove tecnologie, infatti, si fa sempre più evidente la necessità dei musei di restare al passo coi tempi. Non a caso, già molte realtà museali stanno cercando di aggiornarsi. Il Museo di Capodimonte, con questa iniziativa, schizza ai primi posti della classifica dei musei più all’avanguardia d’Italia.
Non è detto, inoltre, che tra i suggerimenti e le proposte dei visitatori non vi siano anche idee davvero geniali, che possano realmente contribuire allo sviluppo di un museo giovane e moderno. Un esempio? Sostituire le solite didascalie con data e titolo dell’opera con un’applicazione informatica, come un codice leggibile attraverso il telefonino, che potrebbe essere, di fatto, il metodo più semplice e interattivo di scoprire istantaneamente qualcosa in più sull’opera. Indirizzato a siti specializzati o enciclopedie on-line, il pubblico potrebbe consultare, subito e velocemente, articoli, video, immagini e curiosità sull’artista o sull’opera d’arte.
Proposte e suggerimenti semplici, diretti e possibilmente (ma non per forza) innovativi che potrebbero cambiare veramente il volto e l’idea stessa del museo. Roberto Peregalli scriveva: “Il museo deve introdurre la gente in un mondo speciale, in cui le opere dei morti dialogano con gli sguardi dei vivi, in un confronto duraturo e fecondo”. Gli esperti faticano a farcelo capire, ma se fossero le nostre idee a cambiare i nostri musei?
(Fonte foto: Rete Internet)






