I Cittadini per il Parco sono di nuovo all’opera per smuovere dal basso le torbide acque del Vesuviano, stavolta però puntano in alto, propongono, al Ministro dell’Ambiente, la candidatura del loro rappresentante, l’imprenditore agricolo Giovanni Marino.
Cittadini per il Parco è un agguerrito movimento civico che ha al suo attivo una serie di convegni di spessore nazionale sulle tematiche ambientali, inerenti al Vesuviano e al Parco Nazionale che dovrebbe tutelarlo. Se a tutto ciò aggiungiamo la funzione di controllo che ha attuato sui nebulosi progetti PIRAP e le campagne escursionistiche di sensibilizzazione “Girando intorno al Vesuvio”, il movimento è da almeno tre anni in prima linea per la tutela del territorio.
Ora i “Cittadini” si sentono maturi per chiedere un qualcosa di più, a se stessi e a tutte quelle associazioni che da tempo ne coadiuvano l’operato e ne garantiscono l’esito positivo. Constatata la necessità di non poter più subire i diktat dall’alto, in accordo con un nutrito gruppo di altre associazioni locali, decidono di proporre una nomina dal basso per la presidenza del Parco Nazionale del Vesuvio.
La proposta di CpP è Giovanni Marino, illuminato imprenditore locale e Presidente del Consorzio di tutela del pomodorino del piennolo del Vesuvio DOP; anima del Movimento e profondo conoscitore della tematiche locali, legate a uno sviluppo sostenibile che non neghi a priori tutte le realtà presenti sul territorio.
Una voce nuova che varrà quanto meno la pena di ascoltare.
COMUNICATO STAMPA
In seguito ad una assemblea pubblica tenutasi in Sant’Anastasia in data 10 gennaio 2014, su proposta del “Movimento cittadini per il Parco”, numerose associazioni hanno aderito alla proposta di candidare Giovanni Marino alla Presidenza del Parco nazionale del Vesuvio sottoscrivendo una lettera aperta al Ministro dell’ambiente e al Presidente della Regione Campania ed espresso la loro convinta adesione al programma di massima correlato, nel pieno e convinto rispetto delle prerogative istituzionali sancite dalla legge sulle aree protette che attribuisce al Ministro, sentito il Presidente della Regione, l’onere della nomina, e tuttavia certe di dare un contributo trasparente e alla luce del sole nel solco della democrazia partecipativa affinchè gli organi istituzionali preposti possano decidere avendo acquisito dettagliate informazioni sugli orientamenti e sulle soluzioni prospettate da una parte significativa, sensibile e attiva, della cittadinanza della Comunità del Parco, per risolvere i gravi problemi che immobilizzano l’ente Parco e restituirgli una funzione di guida di un processo di riconversione ecologica dei modi di vita e di produzione all’interno dell’area protetta e al di fuori di essa.

