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Il gruppo consiliare del PD è contrario alle scelte dell’amministrazione Piccolo sulla Tasi: “La maggioranza esprime la vecchia politica”.

L’8 settembre scorso il Consiglio Comunale di Somma ha approvato il regolamento e le tariffe per la Tasi, la tassa sui servizi indivisibili che insieme alla Tari, la tassa sui rifiuti, andrà a formare l’imposta unica comunale (IUC).

Benchè i Comuni avessero la facoltà di stabilire liberamente l’aliquota TASI e le detrazioni per determinate fasce della popolazione, la maggioranza ha votato invece l’applicazione dell’1,8 x mille sulla prima casa e l’1,5 x mille sugli altri fabbricati senza alcuna possibilità di sgravio fiscale e senza una reale valutazione del reddito isee delle famiglie , in barba al principio di equità fiscale.
Il gruppo consiliare del partito democratico ha chiesto fortemente di non applicare la TASI per l’anno in corso proprio in questo momento di forte crisi economica dove i comuni devono tagliare le spese inutili e non facendo cassa sulle famiglie e imprese.

C’era la possibilità di alleggerire il peso della tassa almeno per i redditi piú bassi arrivando anche all’azzeramento della stessa. Invece l’amministrazione Piccolo ha deciso di far pagare tutti applicando un’aliquota vicino al massimo che decorre dal 1° gennaio dell’anno in corso.
Mentre i cittadini hanno bisogno di risposte concrete (manutenzione delle strade, verde pubblico, fogne, segnaletica stradale ecc. ecc.) la vecchia politica mette in mostra il peggio di se incapace di trovare soluzioni alternative alla pressione fiscale che i contribuenti sommesi devono sopportare senza aver ricevuto alcun servizio pubblico in cambio.

Insomma in il principio è quello di “incassare” 2,2 milioni di euro prelevati dalle tasche dei cittadini per coprire i costi servizi non resi o inefficienti.