Un libro dalle atmosfere kafkiane e dalla “napoletanità” verace che vi metterà di buonumore.
Il Dott. Amendola, protagonista del primo romanzo di Alfonso Celotto (vedi Approfondimenti in basso), è un napoletano curioso, diciamo atipico. Un uomo serio, leale e responsabile.
Il senso del dovere pervade il suo stile di vita, così come la precisione e la puntualità, insomma il tipo adatto a ricoprire il ruolo di Direttore della Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, lo strumento che garantisce l’ufficialità dei testi delle leggi. Ogni legge, prima di essere pubblicata e resa conoscibile a tutti, passa sotto il suo controllo maniacale. Amendola è «un esemplare forse unico di svizzero napoletano», regolare e metodico ma non dimentica di assegnare il numero alle leggi consultando la Smorfia.
Lo scrittore Celotto ci presenta un personaggio divertente, ironico, di quelli simpatici inconsapevolmente, spontaneo, a tratti fantozziano, un uomo solitario, tifosissimo del “suo” Napoli: guarda le partite avendo come interlocutore, il celebre calciatore azzurro Antonio Juliano, alias «Totonno», più di 400 partite tra il 1962 e il 1978, campione d’Europa con la Nazionale nel 1968 e giocò gli ultimi 16 minuti della celebre finale Italia – Brasile a Mexico 1970. Peccato però che a fargli compagnia è, in realtà, una semplice fotografia del grande campione.
Il dott. Amendola è profondamente convinto che il Destino avesse scelto lui per creare l’Archivio delle Leggi d’Italia, si diverte come un bambino al «luna park delle leggi», ogni correzione di bozza del testo legislativo è per lui una missione da portare a termine. Forte di questa incrollabile convinzione, la catalogazione delle leggi diviene per lui una fissazione, un hobby a cui dedica il suo tempo libero in nome di un più alto valore: la democrazia.
Alfonso Celotto scrive con prosa scorrevole ed originale, la sapiente scrittura mette in luce la sua prima professione ovvero quella di Professore di Diritto, l’impianto strutturale della storia è ben costruito e armonizzato, di modo che la lettura è da subito coinvolgente, sin dalla prima pagina. Il lettore è come se osservasse il nostro personaggio, da dietro una finestra ne spia le mosse e le emozioni.
La vita del Dott. Ciro Amendola non ha spazio solo per la Legge e la burocrazia infernale, ma anche per il buon cibo, il relax di certe domeniche dinanzi allo schermo a guardare il campionato di calcio e, dulcis in fundo, anche per l’amore della sua Mirella, l’unica a conoscere l’anima ardente del Dott. Amendola. Un rapporto tormentato che sconvolgerà la sua vita metodica, con il ritorno inaspettato di questa donna che verrà a modificare il corso degli eventi fino ad un viaggio a Buenos Aires, patria di Maradona.
La storia è ammantata di umorismo, di scaramanzia, di diritto e linguaggio giuridico, di occasioni mancate, di atmosfere kafkiane, stemperate nella comicità, che rendono il testo adatto ad una sceneggiatura televisiva. Sullo sfondo, il nostro Bel Paese e la sua amara e ingarbugliata complessità, soprattutto quando si parla di Leggi.
Un libro che si lascia leggere tutto d’un fiato, ma voltando l’ultima pagina, vi sembrerà di dire addio ad un vecchio caro amico. Il Dott. Ciro Amendola vi mancherà.
Approfondimenti
Alfonso Celotto, nasce a Castellamare di Stabia nel 1966, vive e lavora a Roma, dove insegna Diritto costituzionale e Diritto pubblico comparato ed è a capo dell’Ufficio legislativo del ministero dello Sviluppo economico dopo aver lavorato negli uffici legislativi e nei gabinetti dei ministri Bonino, Calderoli, Tremonti, Barca e Trigilia dal 2006 a oggi. Ha corso le maratone di Boston, Londra, New York, Firenze, Roma e Venezia anche per controbilanciare le sue passioni per il cibo e per il vino.
«Il Dott. Ciro Amendola, Direttore della Gazzetta ufficiale» è il suo primo romanzo.
(Fonte foto: Rete Internet)






