La Guida ha lo scopo di fornire ai detenuti, ed ai loro familiari, uno strumento utile per districarsi nella realtà carceraria. Di Simona Carandente
Con una conferenza stampa tenutasi lo scorso 16 settembre, la Onlus "Il Carcere Possibile", con il patrocinio della Regione Campania e la collaborazione del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria ha presentato la Guida ai diritti e doveri dei detenuti, redatta con il contributo di numerosi esperti del mondo penitenziario e giuridico.
La guida, tradotta in inglese, francese, albanese, arabo e rumeno nasce con lo scopo di fornire ai detenuti, ed ai loro familiari, uno strumento per potersi districare nella complessa realtà carceraria, specie in caso di primo ingresso nei luoghi di detenzione nonché, ipotesi frequente, nel caso di detenuti stranieri e poco avvezzi all’uso della lingua italiana.
L’idea, come si apprende dagli stessi responsabili della Onlus, è importante e di ampio respiro, pur dovendo scontrarsi, inevitabilmente, con le lungaggini burocratiche, il sovraffollamento delle carceri, la mancanza di risorse economiche adeguate che ne impediscono, complessivamente, la concreta e piena attuazione in ambito penitenziario.
Attraverso la guida (scaricabile anche sul sito www.ilcarcerepossibileonlus.it), il detenuto viene seguito passo passo sin dal primo ingresso in istituto, dove in primis viene sottoposto a visita medica, ad un controllo di carattere generale e privato, momentaneamente, del denaro contante e degli effetti personali, custoditi per la durata della detenzione stessa.
Successivamente, al detenuto viene data la possibilità di comunicare ai familiari il proprio stato di detenzione, facendo sì che lo stesso venga assistito dal difensore di fiducia eventualmente nominato, o in mancanza da quello di ufficio, con possibilità di conferire con questi.
Mentre la presenza di denaro contante è assolutamente vietata all’interno del penitenziario, il detenuto può gestire un proprio "libretto", con l’indicazione delle entrate e delle uscite, con disponibilità massima pro capite di duemila euro per chi è in attesa di giudizio.
In un momento successivo, l’Amministrazione fornisce il cosiddetto corredo, con il necessario per l’igiene personale e la biancheria, con autorizzazione a fare eventualmente uso del proprio.
Particolare attenzione, tuttavia, è volta al tema del comportamento in Istituto, che deve essere improntato al rispetto di talune regole fondamentali: ad esempio, non è consentito al detenuto simulare il proprio stato di malattia, avere atteggiamenti molesti nei confronti degli altri, comunicare illegalmente verso l’esterno e trafficare beni di cui non sia consentito il possesso.
A coloro che si siano distinti per impegno nel lavoro, nei corsi scolastici e professionali, oppure dimostrino particolare disponibilità nell’aiutare i compagni, possono essere concesse delle ricompense, che spaziano dall’encomio, alla proposta di benefici alternativi alla detenzione fino a giungere, nei casi più eclatanti, alla proposta di grazia e di revoca anticipata della misura di sicurezza già inflitta. (mail: simonacara@libero.it)
(Fonte foto: Rete Internet)





