IMMIGRATI. DALL’ASSIMILAZIONE ALL’INTEGRAZIONE: IL RUOLO FONDAMENTALE DELLA SCUOLA

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La realtà che ci circonda non consente dubbi: la scuola può costituire il motore di trasformazione che possa designare modalità vincenti in cui le culture si mescolino e si rinnovino. Di Annamaria Franzoni

Gli attuali scenari nei quali si sviluppa la relazione all’interno e all’esterno del “pianeta scuola” e quindi dell’attuale società sono contraddistinti da un sistema in cui convivono diverse etnie che determinano una società multiculturale derivante da un antico ma crescente e ben più complesso fenomeno di migrazione internazionale ed intercontinentale. Ne derivano variegate problematiche che vanno dalla convivenza tra minoranza e maggioranza, all’accoglienza, alla comunicazione tra culture che presentano “vocabolari” diversi sotto svariati profili, alla difficoltà di comprendere e condividere diversi linguaggi.

La scuola costituisce lo spazio vitale in cui si può misurare sia a livello normativo che operativo l’operazione di inclusione degli immigrati come portatore di aspetto arricchente a livello culturale e socio – relazionale. La natura processuale dei rapporti tra stranieri e società ospitante nel nostro Paese è andata, infatti, in linea di massima orientandosi, almeno nella teoria pedagogica e non sempre nella realtà fattuale, verso un concetto di integrazione interculturale, piuttosto che verso processi assimilativi che finirebbero per snaturare la cultura del popolo migrante.

Pertanto, un bambino o un adolescente che accede alla formazione scolastica italiana ha necessità di tempi molto lunghi per interiorizzare gradualmente i modelli comportamentali e gli orientamenti valoriali della nostra società e pertanto in una prima fase, talvolta non misurabile, ha bisogno di sentirsi accolto con la sua storia, con la sua cultura, con il suo stile di vita, con il suo “mondo” e solo gradualmente potrà pervenire affrontando e superando una serie di conflittualità, ad accettare ed essere accettato nella nuova realtà.

In particolare la scuola costituisce il luogo maggiormente favorevole affinché tale processo si realizzi e dal momento che l’assimilazione comporta un sostanziale abbandono della cultura d’origine – come prescritto dal modello americano del melting pot -, è attraverso l’integrazione che si può si può provare ad accettare e a valorizzare il pluralismo culturale nello spazio vitale della crescita dell’individuo. La flessibilità e la disponibilità verso il nuovo e il diverso, l’ambiguità di significato che circonda l’uso dei concetti di assimilazione e di integrazione ha indotto di frequente a differenti espressioni ed interpretazioni sulle quali è ormai tempo di far luce senza fraintendimenti.

La realtà che ci circonda non consente dubbi e perplessità e la scuola può costituire il motore di trasformazione che possa designare modalità vincenti in cui le culture si mescolino, si rinnovino, si rigenerino a pieno vantaggio del “novello cittadino del mondo”.

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