IL COSTO DELLE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI E LO SVILUPPO ECONOMICO

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Alcuni aspetti del rapporto tra criminalità organizzata e sviluppo economico: meccanismi macro-economici e adattamento delle imprese alla presenza delle organizzazioni criminali.

Oggi approfondiremo due aspetti del rapporto tra criminalità organizzata e sviluppo economico.
In primo luogo cercheremo di evidenziare i meccanismi macro-economici attraverso cui la presenza del crimine organizzato influisce sulle potenzialità di crescita di un sistema sociale; in secondo luogo evidenzieremo il modo in cui il sistema produttivo risponde alla presenza della criminalità, sviluppando meccanismi di adattamento e i comportamenti di internalizzazione del “costo delle organizzazioni criminali”.

Il rapporto tra sviluppo economico e criminalità organizzata è evidentemente complesso, ed ogni riconduzione a paradigmi semplificati non aiuta a comprendere realmente il fenomeno. Bisogna dunque affermare una analisi che non si fermi a spiegazioni semplicistiche ed unidirezionali.

Evidenziando gli effetti macro-economici delle organizzazioni criminali potremmo porci la domanda: in che termini la loro presenza intacca la capacità di un sistema produttivo di mobilitare le risorse di cui dispone ed il rendimento stesso di queste risorse in termini di prodotto sociale?
Per rispondere a questa domanda si terrà conto del modo in cui l’analisi economica interpreta i meccanismi di produzione del reddito e dell’equilibrio, che condurrà alla conclusione che l’organizzazione criminale danneggia lo sviluppo e la crescita.

L’analisi macro-economica convalida un paradigma tradizionale che vuole l’esistenza di un rapporto negativo tra presenza di criminalità organizzata come potenziale elemento di freno alla crescita economica. Tuttavia, altri elementi spingono a ridurre la portata di tali affermazioni.
Si possono citare alcuni fattori a sostegno della tesi che tende a relativizzare l’equazione paradigmatica “organizzazioni criminali = sottosviluppo”.

• In primo luogo, l’esistenza di una imprenditoria di successo nelle regioni a più alta densità di organizzazioni criminali sembra testimoniare che è possibile comunque adattarsi, applicare strategie vincenti di impresa anche in condizioni ambientali non ottimali.

• In secondo luogo, coerentemente con quanto appena affermato, una inchiesta di Confindustria relativa agli elementi di ostacolo alla crescita delle realtà aziendali nelle regioni del Mezzogiorno sembra posizionare al sesto posto in ordine di importanza il problema della criminalità organizzata.

I due punti ci aiutano a capire che, sebbene il crimine organizzato possa rappresentare un costo sociale, gli individui si adattano alla sua presenza, imparano a gestire quel costo, lo integrano con l’ambiente; cioè, apprendono a convivere con le organizzazioni criminali.

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