I cassintegrati Fiat tornano al lavoro dopo anni di calvario

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A Pomigliano tornano in fabbrica, ma per un periodo limitato, 650 operai in cassa integrazione a zero ore dal 2008. Antonio Di Luca ( Fiom ): ” Briciole dai manager miliardari “.

Tornano al lavoro dopo anni di calvario i cassintegrati a zero ore della Fiat di Pomigliano. Non tutti ma un numero cospicuo: 650 dei 1390 operai attualmente a casa. Potranno fare ingresso a rotazione nel reparto affidabilità dell’area “C” della grande fabbrica automobilistica, la zona ( le altre sono la “A” e la “B”, cioè il cuore delle produzioni Panda ) in cui sarà possibile impiegare nuovamente chi è inattivo da molto tempo, da quando nel 2008 è iniziata la tremenda crisi che sta affliggendo il Paese. La notizia è stata comunicata ieri pomeriggio dalla stessa Fiat, durante la prima riunione di verifica sindacale dell’attuazione dell’accordo siglato con Fim, Uilm, Fismic e Ugl il 7 febbraio e poi ratificato in Regione il 18 successivo.

La rotazione che consentirà il rientro dei primi cassintegrati sarà per il momento compresa nel periodo che va dal primo aprile al 31 luglio. In questo lasso di tempo 650 addetti attualmente in cig ruoteranno insieme ad altri 250 colleghi, al lavoro già da tempo nell’ambito delle attività di collaudo delle vetture appena prodotte dalla catena di montaggio. Sempre secondo quanto comunicato dal Lingotto alle rsa, le rappresentanze sindacali aziendali, è stato calcolato che questa modalità di rientro potrà permettere, nell’arco dei quattro mesi preventivati, dalle cinque alle dodici settimane di lavoro per ciascun operaio del reparto “affidabilità”. Non sono però stati ancora definiti i criteri di selezione del personale in cassa integrazione da far ruotare.

Alcuni esponenti sindacali hanno avanzato la necessità di reclutare gli operai rimasti da più tempo inattivi, con carichi familiari particolari, cioè con famiglie numerose. Quel che è certo è che il reinserimento al lavoro sarà preceduto da un piano di formazione di una settimana propedeutico all’inserimento nel processo produttivo. Intanto Giuseppe Terracciano , coordinatore della Fim area metropolitana, è soddisfatto. “ E’ un segnale positivo da valorizzare e apprezzare – spiega Terracciano – in particolare in un momento di grave crisi: si offre a tutti i lavoratori una boccata di ossigeno. Apprezziamo la scelta di Marchionne di aver fatto prevalere la saggezza con un corposo piano di formazione. Ma questo segnale di speranza – l’appello di Terracciano – deve essere accompagnato da un corposo investimento guardando anche all’indotto, da politiche di governo per la crescita ”.

Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic, punta molto sui “ risultati estremamente positivi finora raggiunti attraverso la condivisone del progetto Panda e la corretta concertazione ”. “ Si tratta di pazientare ancora un po’ – l’ottimismo di Mercogliano – sono sicuro che potremo infine sorridere ”. Cauto è invece Giovanni Sgambati,segretario regionale della Uilm: “ Più avanti – chiarisce Sgambati – potremo verificare meglio l’esatto quadro degli avvicendamenti in Fiat delle persone in cassa integrazione, considerando gli ordinativi ”. Non si sa cosa succederà agli operai della Fiom, reintegrati al lavoro dalla magistratura ma poi rimessi in cig a seguito dell’avvio del piano di riorganizzazione. Antonio Di Luca, 47 anni, moglie e tre figli, uno dei 19 metalmeccanci della Cgil tornati a casa dopo quattro anni di cig, è scettico: “ Producono fatturati galattici e ci propongono di divedere le briciole con un po’ di cassa a rotazione, quando la risposta è nella riduzione dell’orario di lavoro ”.
(Fonte Foto:Rete Internet)

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