Roma. In mostra, fino al 16 giugno, i maggiori capolavori di uno dei più grandi artisti della storia dell’arte italiana, Tiziano Vecellio. Un’occasione per scoprire o riscoprire “Il genio del colore”.
Se siete appassionati di arte o volete semplicemente vivere un giorno all’insegna della cultura, non potete perdere la mostra più attesa del 2013. Per la prima volta saranno riunite a Roma, nel Palazzo del Quirinale, contemporaneamente, più di 40 opere di Tiziano Vecellio, provenienti dai musei più prestigiosi del mondo.
Un’occasione per conoscere o approfondire una delle figure più importanti del XVI secolo. Il genio veneto si mostra, è il caso di dire, in tutto il suo splendore fino al 16 giugno nelle sale delle Scuderie del Quirinale. Un viaggio nella produzione artistica di uno dei maestri più influenti del Cinquecento, il cui modo di colorire ha ispirato generazioni e generazioni di artisti. Il pittore, nato a Pieve di Cadore negli anni ’80 del Quattrocento, si formò a Venezia presso Giovanni Bellini, ma fu il contatto con il quasi coetaneo Giorgio di Castelfranco, detto Giorgione, a far maturare al giovane artista quello stile innovativo e geniale che lo caratterizzerà per il resto della sua carriera. Perfezionando quella maniera di dipingere con il colore, Tiziano diede vita ad una tecnica oggi diffusissima, ma al tempo estremamente rivoluzionaria. La pittura veloce del Vecellio, fatta di pennellate ampie e rapidi tocchi, permise all’artista veneto di realizzare in poco tempo capolavori senza precedenti.
Fu grazie a lui che un nuovo modo di vedere il progetto intellettuale dell’artista fece la sua comparsa nella storia. Fu infatti proprio con Tiziano che l’abbozzo divenne, per forza di cose, un momento importante della produzione dell’opera d’arte ed esso stesso un’opera compiuta. Di lui Erwin Panofsky dirà: “Nessun altro artista si appropriò di tanto facendo così poche concessioni; nessun altro grande artista fu tanto flessibile pur restando completamente se stesso”. La velocità nell’esecuzione permise a Tiziano di raggiungere in breve tempo un successo internazionale. Celeberrimo ritrattista, ebbe più volte l’opportunità di dipingere, nel corso della sua vita, i ritratti dei più illustri uomini del suo tempo, come il sovrano spagnolo Carlo V, il cui Ritratto col cane è possibile ammirare in questi giorni a Roma. Visitare la mostra su Tiziano significa ripercorrere la carriera di un artista brillante, il cui sapiente uso del colore cambiò per sempre la storia dell’arte.
A lui guardarono infatti artisti come Caravaggio e Annibale Carracci, padri del Barocco europeo, e, nel secolo scorso, Édouard Manet, i cui noti dipinti l’Olympia e la Colazione sull’erba furono realizzati osservando rispettivamente la Venere di Urbino e il Concerto campestre di Tiziano. Non c’è che dire, il pittore veneto resta uno dei giganti dell’arte italiana ed internazionale. Con Michelangelo, Leonardo e Raffaello, egli deve essere ricordato come il più grande innovatore del Cinquecento. Tra le opere esposte nelle Scuderie del Quirinale la Danae del Museo Nazionale di Capodimonte (foto) rivela tutta la grandezza del pittore. Il capolavoro, che per l’occasione il Quirinale ha preso in prestito da Capodimonte insieme al Ritratto di Paolo III Farnese, dimostra anche lo straordinario valore della raccolta partenopea. Ma quelle provenienti da Napoli sono solo alcune delle decine di opere giunte a Roma dai musei più importanti del mondo.
L’auspicio è che la mostra su Tiziano faccia riscoprire a tutti l’enorme contributo che l’artista veneto e, in generale, la pittura veneziana hanno dato all’arte occidentale; per non dimenticare il debito che i “maestri del colore”, di tutte le epoche storiche, hanno avuto ed hanno con Venezia e con la sua scuola artistica. Tiziano è senza ombra di dubbio un genio, un pittore le cui capacità tecniche ed intellettuali cambiarono la storia; fu, si può dire, il Michelangelo del colore.
(Fonte foto: Rete Internet)

