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In attesa che i lavori di ristrutturazione del Museo Archeologico della Magna Grecia vengano completati, le due statue del V secolo, ritrovate nell’agosto del ’72 a Riace, sono ospitate a Palazzo Campanella, sede del consiglio regionale calabrese.

"Questi due splendidi bronzi da Capo Riace, nella costa Ionica della Calabria, rappresentano la più felice ventura del maltrattato patrimonio artistico italiano, acquisizione somma, che pone, per gli originali bronzi greci, il Museo di Reggio non solo alla pari ma al di sopra del Museo Nazionale di Atene." Così parlò Cesare Brandi, storico e critico d’arte ma, soprattutto, padre della moderna teoria del restauro, a proposito dei due giganti calabresi e del luogo che poteva vantarne l’esposizione. Gli splendidi guerrieri ellenici sono oggi in esposizione in una sala di Palazzo Campanella, sede del consiglio regionale della Calabria, in attesa che la ristrutturazione del Museo Archeologico della Magna Grecia venga, finalmente, completata.

Nonostante le sale del palazzo consiliare non siano paragonabili, per funzionalità ed efficacia, a quelle di un museo a tutti gli effetti, le operazioni di restauro cui sono soggetti i Bronzi hanno portato un numero record di visitatori vis à vis con gli addetti ai lavori. Sono centinaia i turisti assiepati a Palazzo Campanella, durante il boom del turismo estivo. È per questo che il completamento dei lavori speciali per la riapertura del museo, prevista nel dicembre scorso, ma procrastinata a causa, neanche a dirlo, della mancanza di fondi, viene sollecitata, per cercare di accelerare tempi che, in special modo quando si tratta di questioni culturali, sono sempre “allungati” a dismisura.

Le due sculture furono ritrovate a poche centinaia di metri dalle coste di Riace, in provincia di Reggio Calabria, nell’agosto del 1972. Un ritrovamento che venne avvertito immediatamente come eccezionale, considerando che di statue originali, le testimoni della grandezza artistica della Magna Grecia giunte fino a noi, se ne conta un numero davvero esiguo e che la nostra conoscenza dell’arte greca è rinsaldata, in massima parte, dalle numerose copie romane.
I due giganti di bronzo, alti quasi due metri, su cui decine di studiosi hanno espresso posizioni discordanti, sono state attribuite ora ad un unico gruppo, forse un donario offerto in uno dei santuari famosi della Grecia o un monumento celebrativo di una vittoria, ora a realtà differenti, come statue appartenenti a contesti diversi, accostati solo a posteriori, durante il trasporto.

A prescindere dalle varie considerazioni, è incontrovertibile la bellezza del duo: i Bronzi sono guerrieri o atleti fortemente connotati da una sinuosa elasticità corporea e la cui nudità, rimarcata dalla vigorosa muscolatura, ne denota il carattere fiero, eroico, quasi sacro. Dall’analisi stilistica ed iconografica, risulterebbe una datazione approssimativa al V secolo a. C. Due reperti eccezionali, insomma.
E nonostante questo, l’occasione di un evento ad hoc per la loro valorizzazione, in occasione dei quarant’anni dal ritrovamento, avrebbe richiesto una location adeguata al valore di quei due colossi che i musei archeologici di mezzo mondo invidiano alla Calabria, regione che, ancora una volta, viene lasciata a se stessa, soggetta ad un degradante emarginazione, anche culturale.

Si è parlato spesso di un tour in giro per i musei del mondo, ma questa scelta rappresenterebbe un ulteriore colpo alla bella e troppo bistrattata Calabria; come ha spiegato ripetutamente Francesco Alì del Comitato per la tutela e valorizzazione dei Bronzi di Riace : “I Bronzi vanno valorizzati nel posto in cui si trovano. Il vero problema è quello dell’isolamento della Calabria e di Reggio Calabria. Bisogna ragionare su come far venire più turisti e quali infrastrutture realizzare. Rendere Reggio Calabria una città attrezzata a ricevere e ospitare il turismo”.

Ad ogni modo, approfittando degli ultimi sprazzi di vacanze d’agosto, l’invito rivolto ai villeggianti è quello di visitare palazzo Campanella, per poter ammirare i due guerrieri venuti dal mare, in attesa che possano ricevere, quanto prima, una sistemazione più consona al loro rango.
(Fonte Foto:Rete Internet)