“I SIGNORI VIAGGIATORI SONO PREGATI DI AVVISARE LA PRESENZA DI ROM”

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    In questa nostra Italia (terra dei cachi?), non fa specie più niente. Neppure “avvisi” marcatamente razzisti.

    Caro Direttore,
    piano piano ci stanno portando al regime (ma, forse, ci siamo già dentro abbondantemente). C”è restaurazione in ogni posto, anche nell”aria che respiriamo. E c”è sempre l”occhio del grande fratello che controlla. Non solo. Decide anche cosa è buono e cosa no, cosa conviene e cosa no, quando si può ridere e quando si deve piangere. Il ministro Bondi rifiuta la trasferta a Cannes, perchè “Draquila” mette in cattiva luce il governo! Forse, non ci sarebbe andato anche se a rappresentare l”Italia ci fosse stato “Vincere”.

    La motivazione sarebbe stata che quel film metteva in primo piano qualche avventura di letto del duce. Mica c”era un pezzo di storia, un pezzo di realtà ed anche –pur filtrato dagli occhi del regista- un pezzo di verità! Niente. I nuovi governanti non rappresentano il popolo, la nazione, la maggioranza e la minoranza, i rossi e i neri, la destra e la sinistra. Non sono sintesi. Sono solo antitesi a chi non si allinea, a chi ancora ha il coraggio di parlare, a chi non si fa stritolare dal sistema (è sempre comodo lo scudo del sistema, che ci fa arrendere e stare pace con noi stessi, “perchè così vanno le cose”).

    Trenitalia ha distribuito un modulo ai controllori della tratta Roma-Avezzano, perchè segnalino “eventuali viaggiatori di etnia rom”. Un sotterraneo ritorno alla stella gialla sul petto degli ebrei? Ma nessuno si incazza, nessuno dice niente. Anzi, tutto sommato, è bene che questi maledetti zingari siano individuati e cacciati via dal nostro suolo. Suolo di uomini di razza pura (chi l”aveva già detto questo? Non ricordo bene), con avi tra i Celti. Tanto che alle adunate per la raccolta nell”ampollina delle sacre acque del Po, si presentano con elmi cornuti, corazze e schinieri, labari verdi o alabardati. Insomma, una continua festa di carnevale!

    Eppure, sono ministri, deputati, sindaci ed assessori. Come può fare l”Italia a risollevarsi? Anche perchè gli esempi sono contagiosi. Ed allora gli alcadi nostri conterranei subito ne ripropongono il modello e, non potendo rigenerarsi alla sorgente sul Monviso, potrebbero ambire ad una rigenerazione nelle torbide acque del Sarno o del Calore.

    Nelle scuole è arrivata la circolare per l”applicazione puntuale delle norme sulla presenza nelle classi degli alunni extracomunitari non superiore al 30%. Intanto, si sta preparando un decreto, una legge o qualcosa di simile, sulla regionalizzazione delle graduatorie degli insegnanti. Che devono essere un po” come le “donne e i buoi”, solo “dei paesi tuoi”. Però, va tutto bene. Lo smantellamento della scuola pubblica non riguarda nessuno. Il federalismo pedagogico-didattico è una delle più belle intuizioni del ministro Gelmini, che è fortunatamente distratta da Emma, altrimenti sarebbe in grado di infliggere ulteriori colpi letali al mondo della scuola. Però, va tutto bene. Anzi, in vista della fine delle lezioni, è giusto organizzare una bella festa di fine anno. Sì, lo so, si organizza per la gioia dei bambini, però sono contenti anche i genitori, i maestri, i dirigenti, i bidelli.

    “Il padre fu bastonato in piazza delle Erbe da tre squadristi; non aveva reagito, era impallidito come una pietra, e si era limitato a riannodarsi il fiocco che gli avevano sciolto. A scuola fu deriso dai compagni, meno che da Ettore. Il professore di ginnastica lo chiamò davanti a tutti e gli domandò: -Sei fascista tu”- Mentre lui non sapeva rispondere vide Ettore che gli suggerì di sì con la testa. –Sì,- rispose. –Bene,- continuò il professore,- allora dillo forte. Perchè la scuola è fascista e non può essere aperta a chi non è fascista.”, (Paolo Volponi, “La strada per Roma”, Einaudi, 1991).

    Caro Direttore, l”ultima volta che ci siamo incontrati mi hai bonariamente redarguito, sostenendo che sarebbe opportuno, ogni tanto almeno, di non presentarmi sempre col solito cahier de doleance. E, poi, mi hai invitato a guardarmi intorno: capita così, ovunque. Com”è stato garbato quell”invito a non farmi il sangue amaro! Mi hai detto: “mica puoi cambiare il mondo! E, poi, come si dice?: “aver compagno al duolo scema la pena”. L”ho ripetuto questo tuo proverbio a un ragazzino delle elementari (non era nè figlio di immigrati, nè di extracomunitari, nè di zingari), che non può mangiare a scuola, perchè la famiglia non ha i soldi per pagare la retta della mensa. Mi ha sorriso e mi ha risposto: “però, avere un compagno scemo, aumenta il duolo”.

    A volte, questi bambini giocano con le parole, cambiano il senso di una frase, raccontano le favole all”incontrario. Sono tanto simpatici, però ti fanno stare male per tutto il resto della giornata. E ti convincono anche che è necessario continuare a resistere e lottare, per la costruzione di un”alternativa a questo putrescente sistema di potere!

    PENSARE ITALIANO