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Gli auguri speciali dell’Associazione Amato Lamberti a chi ha voglia di credere

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Il 2015 è alle porte e gli auguri che seguono comprendono l’invito a soffermarsi sull’importanza delle nostre capacità. Dobbiamo ricordarci di ciò che siamo e di ciò che di unico potremmo essere.

Assenza di entusiasmo. I ragazzi per strada si gonfiano il petto di futilità e di disincanto. E’ questo il tempo in cui il caos ha distolto l’attenzione da ciò che più conta, da ciò che ha davvero valore, da ciò che è vita. Eppure dal ventre, in fondo, lì, proprio sotto la rabbia c’è la voglia di ricominciare, di crescere. L’augurio che fa l’Associazione Amato Lamberti è il tempo. Tempo per riprendere ad ascoltare, tempo per essere consapevoli di cosa è possibile fare per noi stessi e per chi ci circonda. Tempo per condividere, per essere fattivi. Avete mai notato come qualsiasi parola forbita stia lentamente diventando una parola senza essenza? Consapevolezza, cultura, passione, conoscenza, Ricominciare, condividere, ascoltare, questi ed altri termini che vengono assemblati ad hoc nei messaggini inviati a catena spersonalizzando il gusto individuale del sentire e di riconoscere l’altro per quello che realmente è. Macchine, siamo codici privi di fiducia da inserire sottoforma di password negli account di siti sterili in cui si leggono citazioni retoriche scritte da storici di un tempo lontano.

L’augurio è che possiamo comprendere quanto sia importante scriverla noi la citazione, l’augurio è che ognuno possa avere il giusto tempo per incuriosirsi. Dovremmo davvero essere più curiosi e leggere tra l’ovvio e la delusione quanto ancora ha da raccontarci la genuinità della partecipazione. Che ci sia una tregua in questa guerra infinta tra l’avvilente ricerca della sopravvivenza e l’istinto incontrollato della sopraffazione. Il miglior augurio va ai ragazzi napoletani, abituati da sempre ad un’economia in crisi ma che oggi sono affossati da una disoccupazione che depotenzia ogni loro passato sacrificio, ogni laurea, ogni diploma, ogni qualifica. Il miglior augurio va a chi è costretto a pensare “in un modo o nell’altro riusciamo sempre ad arrangiarci!”, accontentandosi tra gli stereotipi di una realtà che invece dovrebbe spronarli in carriere dignitose. Su pochissimi ragazzi “fortunati” che possiedono un impiego, soltanto una ristretta minoranza non lavora in nero.

Il nero è da sempre il colore con cui si tinteggia il lavoro in questa regione, nero come la rabbia e la totale evasione fiscale, nero come lo sfruttamento delle energie, nero come il buio dei vicoli in cui fare la vedetta a chi vende la droga è sempre meglio che morire di fame. Nero come “la camorra almeno un lavoro me lo dà”, auguri a chi si ribella ad uno Stato inesistente troppo impegnato a rubare in giacca e cravatta, auguri a chi invece si ricorda che la politica può essere un mezzo di crescita e non di usurpazione. Tanti auguri vanno ai moderni scugnizzi, i figli del malessere, quelli che sfrecciano a cinque sul motorino, poichè quando cadono e il loro cranio si apre, solo allora tutti si ricordano che sono “anime innocenti”, le madri si straziano, i padri bestemmiano, i marciapiedi diventano sedi di loculi ben addobbati da fiori. L’augurio è che quei scugnizzi possano essere illuminati dai tanti che sono ancora dotati di raziocinio, dai tanti che si impegnano ogni mattina per spiegare loro che un’alternativa c’è e che la scuola deve esistere. L’augurio va a chi propone loro qualsiasi forma di alternativa al degrado, nonostante le scuole fatiscenti e le sovvenzioni economiche troppo spesso assenti.

L’augurio va tutti coloro che si impegnano in faccende propositive, va a chi compie il proprio dovere nelle strutture sanitarie, a chi non nasconde sistematicamente le vergogne di scandali e assurdità che talvolta mortificano la dignità dei nostri ospedali e delle cliniche. Esistono in questa città risorse uniche e importantissime. Esistono uomini che si battono semplicemente per la “normalità”. Uomini che mantengono la testa alta come il Dott. Antonio Marfella che analizza e denuncia costantemente i rischi di un’avvelenata terra dei fuochi, i tanti parroci, come Don Aniello Manganiello, che gridano disprezzo contro ogni forma di prepotenza, ragazzi come quelli dell’Associazione Studenti Contro la camorra con le loro iniziative di sensibilizzazione, ragazzi come Ciro Corona del Fondo Rustico Lamberti con le loro costanti dimostrazioni di cosa significa rimboccarsi le maniche. Impossibile fare tutti i nomi, gli uomini di valore in questo territorio sono davvero tanti. Così come tanti sono i gruppi di lavoro che negli ultimi tempi hanno provato a cambiare le cose, spesso riuscendoci, si tratta di quelle iniziative mai evidenziate da quei media sempre impegnati ad infangare il nome e l’onore della cultura campana.

Siamo tutti bravi ad elencare le malefatte ma nessuno spiega mai le infinite iniziative positive svolte da giovani e meno giovani in questo territorio, alcuni esempi degli ultimi mesi: L’Associazione Resistenza e molte altre si sono impegnate a ridare vita a beni confiscati alle mafie, reinvestendo questi luoghi per il bene sociale ed economico, nonostante una incespicante macchina burocratica. Sono nate decine di associazioni e comitati civici sia per attività culturali che per attività di tutela ambientale. Napoli è stata defraudata del suo verde ma negli ultimi tempi le chiacchiere hanno lasciato spazio ai fatti e molte persone comuni hanno curato il verde dei propri quartieri. Sono in tanti gli imprenditori che, ad esempio, hanno adottato pezzi di verde pubblico e contribuiscono costantemente al decoro cittadino. Risposte impegnate e positive da parte della cittadinanza ci sono, ma questo non merita le copertine dei giornali.

Altri esempi: Orange Revolution con i suoi “Attacchi di Civiltà” in via Cesario Console, piazzetta Rosario di Palazzo, e Infiorata del Centro Storico Piazza San Domenico, pulitura dei giardini della fontana dell’Immacolatella e dei giardini Nino Taranto in via Aniello Falcone, e tantissime altre attività che ancora oggi svolgono. Ancora: UèCap insieme all’Associazione Nazionale dei Carabinieri hanno riqualificato l’Aiuola del Mare a Mergellina e favorito l’adozione della stessa affidandola ad un condominio locale e una nota pizzeria su Piazza Sannazzaro. Inoltre UèCap, in previsione della festa di San Gennaro mediante una collaborazione con l’orto Botanico della Federico II di Napoli, ha riqualificato i vasi-fioriere antistanti al Duomo di Napoli, piantando palme e piantine fiorate in quelle fioriere ridotte a ricettacolo di rifiuti. L’Associazione “Noi e Piscinola” nel 2014 ha ristrutturato la Chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie a Piscinola, recuperando un luogo sacro molto amato dalla popolazione e riqualificato contemporaneamente un pezzo di territorio. “Noi e Piscinola” ed il Comitato “Villa Mario Musella”, in momenti diversi, in collaborazione con Legambiente Centro Antico hanno ripulito il parco di Piscinola ridotto al massimo del degrado e appetito dai clan alla ricerca di nuove piazze di spaccio dopo la stretta su Scampia. Inoltre la stessa associazione, in collaborazione con L’Orto Botanico della Federico II, ha impiantato le palme in Piazza Tafuri a Piscinola che erano state abbattute per motivi di sicurezza ambientale, e ancora, l’Associazione Uanm un anno fa con il suo evento sui Giardini della Principessa Jolanda a Capodimonte ed una bellissima mattinata di musica ed aggregazione.

Piccoli grandi esempi di aggregazione sociale, di difesa della comunità, lampi di luce come i ragazzi volontari che a settembre riportarono pulizia e decoro in piazza Di Nocera nel cuore del centro storico di Secondigliano. L’iniziativa presa ad esempio fu organizzata dal Laboratorio Riscossa Secondiglianese, associazione che ha sede nella stessa piazza. Un grande augurio di un buon duemilaquindici va poi anche a chi ha perso un parente, un amico, un amore, sotto il fuoco impietoso e infame di una camorra che deriderebbe questo articolo pensando “tanto a mangiare siamo sempre e solo noi”. Per questo anno nuovo dimostriamo che non è così, dimostriamo singolarmente che il nostro contributo energico viene svolto quotidianamente, siamo la maggioranza, dobbiamo fare chiasso e soprattutto dobbiamo ricordarci di essere vivi e se le opportunità mancano allora facciamo in modo di essere noi stessi la più grande e la più importante opportunità.

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