Il successo dell’evento organizzato da Cittadini per il Parco. Un altro sentiero è stato liberato dalla boscaglia e finalmente ridato alla libera e consapevole fruizione di un territorio spesso negato.
Un paio d’anni fa annunciammo erroneamente la pulizia, da parte di alcuni volontari, del sentiero della Castelluccia, nel comune di Massa di Somma; in realtà era un sentiero parallelo, quello che amiamo definire il sentiero delle capre per l’allevamento sperimentale che esisteva lungo il suo percorso, nel Bosco Molaro. Oggi, possiamo finalmente dire che anche il reale sentiero della Castelluccia è stato riaperto. È stato infatti ripulito dalla fittissima boscaglia che, creando una vera e propria barriera naturale, ne impediva il passaggio.
Il sentiero della Castelluccia prende il nome da un edificio diroccato che si trova presso l’ingresso di questo percorso naturale, era stato concepito dal comune di Massa di Somma per la rivalutazione di quei sentieri storici che collegavano i centri abitati alla Montagna, ma, come spesso accade, a costruire è facile ma mantenere in uso un qualcosa lo è molto meno. Da circa una decina d’anni, era infatti stato completamente abbandonato, lasciando spazio alla natura che se n’era riappropriata.
Va detto, per precisione di cronaca, che la pulizia di questo bellissimo percorso è stato il frutto dell’amore per il territorio di molte persone che gratuitamente hanno dedicato parte del proprio tempo libero allo scopo. Negli ultimi due anni, la Castelluccia ha visto il succedersi di molti volontari, fruitori della sentieristica vesuviana e che hanno dato il loro apporto a rendere di nuovo percorribile il tracciato, perchè solo il libero e consapevole utilizzo di questo potrà far sì che non si ritorni all’oblio o peggio all’incuria e alle discariche; proprio come accade oggi, più a valle, lungo la stessa via Veseri e tra le briglie dell’alveo Molaro.
Varrà quindi la pena menzionare i volontari del Club Alpino Italiano, assieme ad alcuni cittadini di San Sebastiano al Vesuvio, i bikers dei Vampiri Rotanti, e infine Cittadini per il Parco che, grazie all’aiuto di un imprenditore locale, sono riusciti, assieme ai suoi collaboratori, ad aprire un tracciato che porta fino al sentiero n°3, il cosiddetto sentiero della baracche. A questi si sono aggiunti a opera finita gli escursionisti pollenesi di Calpestare chilometri a dare il loro apporto e a completare la coralità civica dell’evento.
Che dire? Ancora una volta è la libera e spontanea iniziativa dei cittadini a smuove le acque dell’immobilismo amministrativo, ancora una volta, le autorità si dimostrano cieche e sorde nei confronti di un territorio che langue e che chiede la possibilità di fruire dei suoi contesti negati, ancora una volta il volontariato deve svelare un patrimonio naturale con tutte le sue bellezze e le sue opportunità.





