Aumento una tantum di 260 euro lordi. Fim, Uilm, Fismic e Ugl promettono che faranno il possibile per far partire un altro rinnovo triennale. Intanto i licenziati del Wcl protestano a Napoli: occupato l’ufficio provinciale del Lavoro.
Rinnovo del contratto dell’auto: c’è l’accordo. La rottura del negoziato tra azienda e sindacati firmatari è durata un mese esatto, dal 10 giugno fino alla serata di ieri, quando cioè le parti sono riuscite a trovare la quadra per il rinnovo della parte economica dello strumento che da quattro anni regola i rapporti sindacali nel comparto italiano del Lingotto: 260 euro lordi di aumento per gli oltre 80mila addetti di Fiat e Cnh. Soldi da erogare con un’una tantum, alla fine di questo mese. E’ un risultato che i firmatari giudicano sostanzialmente positivo, soprattutto se si considera il pessimo andamento del mercato nazionale e che in autunno le organizzazioni di categoria chiederanno all’azienda un secondo confronto nel tentativo di realizzare un altro rinnovo, stavolta triennale, con decorrenza dal primo gennaio 2015.
“Una trattativa sofferta – commenta Fernando Uliano, della segreteria nazionale Fim – ma dopo una pesante rottura siamo riusciti a riprendere il filo e a dare una risposta, per il 2014, a tutti i lavoratori, cassintegrati compresi, che sono il 40 % dei dipendenti, e a definire una serie di miglioramenti normativi”. Fim, Uilm, Fismic e Ugl avevano chiesto un aumento di 300 euro lordi mentre la Fiat si era fermata all’offerta di 250 euro lordi.“ Quello pattuito – sottolinea però Uliano – è comunque un incremento salariale più alto del tasso d’inflazione”. La soluzione individuata ha consentito di superare la rottura che aveva portato l’azienda a sospendere temporaneamente il trasferimento di 500 cassintegrati alla Maserati di Grugliasco e ad azzerare la proposta economica. Nella prossima settimana si svolgeranno le assemblee dei rappresentanti sindacali del gruppo per l’approvazione dell’intesa.
“E molto positivo – aggiunge Roberto Di Maulo, segretario generale della Fismic – che l’aumento riguardi anche i cassintegrati ”. Intanto nel fronte campano si inasprisce la vertenza dei cinque operai del reparto logistico di Nola, licenziati a giugno dalla Fiat per aver esibito in pubblico un manichino di Marchionne “impiccato” e per aver inscenato il funerale dell’ad davanti alla fabbrica di Pomigliano. Ieri i licenziati hanno occupato l’ufficio provinciale del Lavoro, in via Amerigo Vespucci, a Napoli, e presidiato la sede del consiglio comunale partenopeo insieme ai militanti della rete “ Uniti si vince ”. Giovedi 17 corteo a Pomigliano.
(fonte foto: rete internet)



