Siglato ieri, a Pomigliano, un accordo tra azienda e sindacati firmatari del contratto dell’auto per l’attivazione del Wcl di Nola, l’impianto nei cui organici figuravano due operai cassintegrati a zero ore che si sono suicidati.
Rilancio dell’indotto Fiat campano: c’è l’accordo. E’ stato siglato ieri nella Fiat di Pomigliano dall’azienda e dai sindacati firmatari dell’accordo Panda, Fim, Uilm, Fismic e Ugl.
Il patto prevede, per il momento, l’attivazione, dopo sei anni di paralisi, del Wcl, acronimo inglese di World Classic Logistic, il reparto logistico realizzato nel 2008 nell’Interporto con l’obiettivo di smistare merci e materiali verso gli impianti del Lingotto dislocati al sud: Pomigliano, Melfi, Cassino e Val Di Sangro. Un impianto rimasto bloccato da una paralisi da cui sono scaturiti una lunghissima cassa a zero ore segnata dal suicidio di due operai, Pino De Crescenzo e Maria Baratto.
Ma lo sforzo verso il rilancio proseguirà anche lunedi prossimo, sempre nella Fiat di Pomigliano, quando le parti si incontreranno di nuovo per esaminare la situazione di un altro grande impianto dell’indotto regionale, la Marelli ex Ergom di Poggioreale, i cui 700 addetti sono per la stragrande maggioranza in cassa integrazione quasi senza soluzione di continuità da quattro anni, da quando sono state dismesse le produzioni napoletane delle vetture Alfa Romeo. Per quanto riguarda invece il Wcl di Nola i giochi sembrano già chiusi. L’accorso siglato ieri prevede un obiettivo occupazionale di 60 postazioni, da realizzare entro ottobre.
Postazioni attorno a cui ruoteranno gli addetti in cassa integrazione (sono circa 300) “in base ai profili professionali e alle esigenze aziendali”. L’investimento annunciato dalla Fiat punta alla realizzazione di un impianto di verniciatura e manutenzione dei contenitori metallici e plastici utilizzati nel rifornimento a bordo linea nelle catene di montaggio delle grandi fabbriche. Annunciato anche l’arrivo delle tanto sperate commesse dagli impianti di Melfi, Cassino e Val di Sangro: il travaso di minuterie per 1200 codici disegno (destinati all’avvio delle attività informatiche) e il travaso di materiali provenienti da fornitori extraeuropei.
Fuori da questo piano rimane per ora l’interazione con la fabbrica di Pomigliano, già dotata di un proprio reparto logistico. “Il dato che emerge – commenta Giuseppe Raso, della segreteria provinciale Fismic – è il fatto che si passa da pochissime a 60 postazioni: un segnale concreto di speranza. Vuole dire – conclude Raso – che l’azienda ha accettato la sfida a suo tempo lanciata dai sindacati e dai lavoratori per la realizzazione di un polo logistico di eccellenza”. “Positivo quest’inizio di percorso – aggiunge Raffaele Apetino, della segreteria provinciale Fim Cisl – chiederemo all’azienda in sede di verifica, prevista a ottobre, di continuare su questa strada”.
Lunedi pomeriggio, quindi, il faccia a faccia per la Marelli. Poi il doppio incontro all’Ormel, l’ufficio regionale del lavoro, l’8 e il 10 luglio, per la richiesta di prolungamento di un anno della cig, fino a luglio 2015, per il Wcl e per la ex Ergom. Per ex Ergom si punta anche su un piano di ricollocazione che potrebbe essere facilitato dalla recente predisposizione dei 150milioni di finanziamenti regionali destinati all’automotive e all’areospazio. “Intanto abbiamo dimostrato che Nola non chiuderà”, sottolinea Giovanni Sgambati, segretario regionale della Uilm.
“Nel Wcl – conclude Crescenzo Auriemma, della segreteria regionale Uilm – si parte con 60 lavoratori che rientreranno in fabbrica e a rotazione lavoreranno”.


