Secondo quanto si è appreso il fenomeno sarebbe scaturito dalla volontà dell’azienda di limitare al massimo l’assenteismo durante le elezioni.
Le indiscrezioni ci consegnano un’azienda, la Fiat, che avrebbe fatto in modo di scoraggiare le assenze, sia pure giustificate, dei dipendenti che di solito si recano alle urne come presidenti di seggio, scrutatori o rappresentanti di lista.
In genere alle elezioni, qualsiasi elezione, dalle amministrative alle politiche, la grande fabbrica quasi si svuota. In queste occasioni centinaia di operai chiedono all’azienda il permesso elettorale, solitamente per andare a ricoprire l’incarico di rappresentante di lista dei vari partiti ai seggi di appartenenza. Permesso che poi viene pagato con una giornata retribuita di riposo compensativo. In questo caso, però, vale a dire con questa tornata elettorale, sarebbe stata fatta circolare la voce, pochi giorni prima dell’apertura delle votazioni, che l’azienda non avrebbe pagato un bel niente. Vale a dire che i permessi sarebbero stati erogati dalla direzione dello stabilimento.
Ma senza nessuna garanzia di retribuzione del riposo compensativo, da prendere il giorno dopo la chiusura del voto. “Non sono stati erogati permessi perché nessuno ce li ha chiesti”, ha quindi laconicamente commentato la Fiat da Torino. Dunque nessun rappresentante di lista ai seggi e operai tutti in fabbrica, a sgobbare come sempre.




