Fiat di Pomigliano: avviso di garanzia a leader Cobas

Resistenza e lesioni a un dirigente di polizia. E’ l’ipotesi di reato formulata dalla procura di Nola contro Marco Cusano, operaio del comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat.

Il pubblico ministero della procura di Nola, Valeria Sico, ha spedito un avviso di garanzia a Marco Cusano, leader locale dei Cobas di Pomigliano insieme a un altro operaio licenziato dal Lingotto, Mimmo Mignano. L’ipotesi di reato formulata dalla pm a carico del quarantasettenne operaio cassintegrato del reparto logistico Fiat di Nola è di aver resistito con la forza e con comportamenti violenti all’azione di ripristino dell’ordine operata da polizia e carabinieri durante i picchetti davanti ai cancelli della Fiat di Pomigliano, risalenti al 15 giugno di quest’anno, giornata di sciopero indetto da Cobas, Fiom e Slai Cobas contro i sabati di recupero organizzati dall’azienda.

In particolare Cusano è accusato di aver procurato lesioni fisiche ai danni di Pietropaolo Auriemma, vicequestore aggiunto di polizia che all’alba di quel sabato si trovava nel cordone di agenti e carabinieri posto a difesa del varco uno della grande fabbrica e per garantire l’accesso al lavoro degli operai comandati per il recupero produttivo. Qui Cobas e forze dell’ordine entrarono in contatto fino allo scatenamento di un breve parapiglia.

Intanto Cusano replica così alle accuse della procura: “Hanno visto tutti che ad avere la peggio siamo stati noi operai e, in particolare, il sottoscritto per cui non comprendo la natura di questo provvedimento giudiziario”.

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