Ne ha dato notizia ieri lo stesso operaio cassintegrato del reparto logistico di Nola. In mattinata la visita del segretario Fiom Landini. E in serata assemblea a Pomigliano con don Peppino Gambardella e il parlamentare Giovanni Barozzino.
Fronte lavoro sempre più agitato nel Napoletano. In primo piano c’è la questione Fiat, un problema enorme perchè ammontano a oltre 2mila i cassintegrati dello stabilimento della Panda e dell’indotto di Nola e di Poggioreale. Una situazione finita proprio in queste ore al centro dell’attenzione con il caso di Antonio Frosolone, l’operaio cardiopatico del reparto logistico di Nola che per protestare contro la cig è stato protagonista di un lungo sciopero della fame e della sete, iniziato il 22 agosto nella sua casa di Lago Patria, con la contestuale interruzione delle cure cardiologiche.
Ieri sera, però, la svolta, dopo che il segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, era stato in mattinata a trovare Frosolone nel suo appartamento per “brindare” a base di bicchieri d’acqua. In serata infatti il cassintegrato Fiat ha annunciato la fine della protesta.
La notizia è stata diramata in diretta telefonica durante l’assemblea pubblica organizzata da don Peppino Gambardella, il prete “operaio”, nella rettoria del Carmine, a Pomigliano. Un evento iniziato alle 19 di ieri per ricordare la vicenda. ” Il sacrificio fatto per una causa così nobile, per condividere il dolore di tanti cassintegrati – ha detto don Peppino ai presenti – di tanti operai in mobilità , disoccupati, è un gesto che va considerato nella sua valenza, umana e spirituale insieme.
Vorrei dire un grazie ad Antonio per il suo sacrificio e dire che tutti noi che lo abbiamo seguito ci sentiamo idealmente anche noi Antonio Frosolone. Intanto – ha aggiunto il sacerdote – vorremmo lanciare un appello alle autorità , a tutti quelli che hanno la possibilità di agire sul mondo della grande impresa: facciano di tutto per aiutare questa fascia di persone che vive nel disagio. Antonio ha sempre messo al centro l’essere umano con le sue esigenze”. All’assemblea di Pomigliano ha partecipato, tra gli altri, Giovanni Barozzino, parlamentare di Sel , uno degli operai della Fiat di Melfi iscritti alla Fiom che furono licenziati dall’azienda e che dopo aver vinto la causa sono rimasti lo stesso a casa: pagati per non lavorare.




