I sindacati firmatari e l’azienda hanno stipulato in Regione un’intesa per modificare i motivi della cig straordinaria. Mercogliano: “Ulteriore passo in avanti “. No della Fiom: ” Servirà solo a prolungare gli ammortizzatori sociali “.
Venerdì scorso Fiat e sindacati firmatari del contratto dell’auto hanno siglato un accordo per modificare la motivazione, o, in gergo tecnico, “causale”, del piano di febbraio, che ha trasformato lo stabilimento automobilistico di Pomigliano. L’intesa ha sancito il cambiamento della causale da “riorganizzazione” a “ristrutturazione” della cassa integrazione straordinaria, scaturita, appunto, dal piano risalente a nove mesi fa.
Soddisfatto l’assessore regionale al Lavoro, Severino Nappi. “Questa modifica – commenta Nappi – è stata decisa in funzione di un rilancio delle produzioni, di una ripresa che evidentemente si profila in prospettiva”.
Modifica che era stata richiesta al Lingotto dallo stesso ministero del Lavoro, lunedì scorso, perchè il dicastero ha rilevato che gli investimenti fatti dalla Fiat a Pomigliano, a partire da febbraio, sono stati puntati in modo significativo sugli impianti, cioè sui macchinari e sulle attrezzature. “Si tratta di un cambiamento che non influisce sui contenuti dell’accordo, che restano inalterati”, puntualizza Raffaele Apetino, coordinatore della Fim Cisl di Napoli per il settore auto.
E il Lingotto, da Torino, conferma. Il piano di riorganizzazione deciso a febbraio ha scomposto lo stabilimento della Panda in tre aree, la A, la B e la C. Le prime due, quelle dedicate alla produzione manifatturiera, sono state precluse ai cassintegrati, che a Pomigliano sono 1400 sui 4500 addetti complessivi. Negli ultimi tempi però la Fiat ha aperto l’area B, cioè lo stampaggio, anche a loro, dando in questo modo una boccata d’ossigeno in più alla rotazione, che per i cassintegrati è stata sempre particolarmente breve, avendo dato il via a poche settimane di lavoro.
“Ma con quest’ultimo accordo – puntualizza intanto Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic – l’azienda e i sindacati firmatari hanno voluto dare un’ulteriore dimostrazione che si sta facendo di tutto per rilanciare occupazione e produzioni”. La Fiom non ha firmato l’accordo dell’altro ieri.
I metalmeccanici della Cgil, attraverso Franco Percuoco, ricordando la recente sentenza della Corte Costituzionale, stigmatizzano il fatto di essere stati ricevuti all’Ormel in una stanza separata da quella in cui sono stati ammessi gli altri sindacati firmatari di contratto. Infine, per quanto riguarda la questione della cassa integrazione, che scadrà il 31 marzo, Percuoco aggiunge che “la Fiom è preoccupata in quanto non ci sono soluzioni che fanno profilare il rientro di tutti i lavoratori ma solo, nella migliore delle ipotesi, una proroga degli ammortizzatori sociali e un uso discriminatorio degli stessi”.
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