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Per la prima volta dalla nascita del reparto logistico di Nola, mai entrato a regime, i 300 cassintegrati si riuniranno davanti ai cancelli dell’impianto.

La prima assemblea operaia del reparto logistico di Nola si svolgerà stamane ( inizio alle 9 ) davanti ai cancelli della fabbrica realizzata dalla Fiat nel 2008. Assemblea fuori, dunque, non all’interno. Questo perché nell’impianto lavorano solo una decina dei 316 addetti trasferiti nel 2008 a colpi di manganello dallo stabilimento automobilistico di Pomigliano. Già perché per convincere il gruppone di “rompiscatole” a lasciare l’impianto madre furono necessarie tre cariche consecutive dei reparti antisommossa, spediti a Pomigliano per sciogliere il picchetto di ribelli piazzato sul vitale varco merci della grande fabbrica.

Ribelli ( molti, tra loro, gli attivisti sindacali e coloro che sono a ridotte capacità lavorative, i cosiddetti “rcl” ) mandati a realizzare un progetto abortito sul nascere. Il Wcl di Nola, situato nell’area dell’Interporto, un enorme scalo merci, era stato infatti concepito sulla carta come polo di smistamento dei materiali per tutti gli impianti Fiat dislocati al centrosud. Ma è una fabbrica fantasma. Nemmeno la nuova produzione Panda ha risollevato le magre sorti di questo rachitico sito. Nel frattempo per gli oltre 300 addetti la cassa integrazione scadrà agli inizi di luglio. Stamane toccherà ai sindacati firmatari dell’accordo Panda, Fim, Uilm e Fismic, spiegare ai cassintegrati la situazione e, soprattutto, come uscirne.