Gli autorganizzati vogliono partecipare all’assemblea di stabilimento indetta dai sindacati firmatari. Forze dell’ordine in allerta.
La recente sentenza della Consulta, che ha dichiarato incostituzionale l’esclusività della rappresentanza sindacale alle sole organizzazioni firmatarie di contratto, sta facendo ringalluzzire i sindacati che non hanno firmato l’accordo Panda e il successivo contratto specifico della Fiat. Stamane il leader dello Slai Cobas di Pomigliano, Vittorio Granillo, porterà davanti allo stabilimento automobilistico alcune decine di operai cassintegrati. Metalmeccanici che si recheranno al varco due dell’impianto in tuta aziendale. L’obiettivo del sindacato autonomo degli “autorganizzati” è di chiedere alla Fiat di poter entrare in fabbrica e partecipare all’assemblea dei lavoratori che sarà tenuta dai segretari nazionali di Fim, Uilm, Fismic e Uglm, cioè dei sindacati che hanno sottoscritto i patti con l’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne.
Non si sa però come andrà a finire questa che si profila come l’ennesima vicenda di aperta conflittualità in quel di Pomigliano. Una cosa è certa però: i sindacati firmatari non vogliono l’ingresso dello Slai Cobas in fabbrica. Probabilmente stamattina l’iniziativa degli autorganizzati sarà controllata da uno spiegamento di forze dell’ordine. “ L’articolo 20 dello Statuto dei lavoratori – spiega Vittorio Granillo – sancisce che tutti i lavoratori possono partecipare alle assemblee indette dai sindacati ”. La situazione rimane tesa. I sindacati firmatari del contratto dell’auto hanno posto due temi principali all’ordine del giorno: il rinnovo del contratto e le prospettive industriali.
“Ma affronteremo anche il tema del premio gold medal appena attribuiti a Pomigliano come migliore stabilimento del gruppo, un traguardo di non poco conto che non potrà essere trascurato”, spiega Felice Mercogliano, della segreteria nazionale Fismic. Mercogliano stamane terrà l’assemblea insieme agli altri due colleghi delle segreterie nazionali di Fim e Uilm, Fernando Uliano ed Eros Panicati.




