La settimana scorsa girava voce che lunedì 15 ottobre sarebbe dovuta venire in visita, a Pomigliano, una delegazione del governo brasiliano. Una bugia spudorata. Stamattina in fabbrica si è presentato Marchionne in persona, insieme al ministro Clini.
Non ha voluto informare nessuno l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, nemmeno i sindacati che gli hanno detto sempre di si. La digos di Napoli però, quella sì, quella doveva essere informata di tutto.
I poliziotti già sapevano sin da ieri che il boss dell’alta finanza mondiale stamattina si sarebbe presentato nella fabbrica dove si produce la nuova Panda. E così la maxi scorta di polizia alle nove ha accompagnato king Sergio dall’aeroporto di Capodichino fino allo stabilimento di Pomigliano, cioè fino alla prima creazione dell’ormai fallito piano Fabbrica Italia. Forse però la sorpresa più grande di stamattina è stata la contemporanea presenza negli impianti del ministro dell’ambiente, Corrado Clini. Marchionne gli ha fatto da cicerone per ore. Il manager abruzzese ha mostrato all’esponente del governo le macchine e i robot del reparto lastratura. L’evento si è concluso poco dopo mezzogiorno.
Nel frattempo alcuni giornalisti che seguono le vicende di Pomigliano da tempo immemore hanno atteso invano davanti ai cancelli dell’impianto che super Sergio si manifestasse a miracol mostrare, almeno per dire qualcosa, almeno per dare uno straccio d’informazione ai tanti cassintegrati rimasti a casa. E invece no, niente da fare. All’una e dieci del pomeriggio l’ad del Lingotto e il ministro sono sfrecciati sul varco d’uscita nelle loro auto, precedute e seguite dalle vetture della scorta di polizia, sotto il naso dei rappresentanti della stampa, rimasti con taccuini e registratori vuoti. Quindi, come del resto capita quando non c’è la minima trasparenza (roba da far impallidire i vecchi regimi comunisti della guerra fredda), s’è scatenata la solita valanga di ipotesi e interrogativi.
Perché Marchionne è giunto in gran segreto a Pomigliano? E cosa ci faceva insieme a lui il ministro dell’ambiente? E perché era stata sparsa la falsa voce che stamattina sarebbe venuta in fabbrica una delegazione del governo brasiliano? D’accordo che i motivi legati alla sicurezza spesso prevalgono su tutto, anche sulle ragioni dell’informazione, in particolare in Italia. Ma la blindatura di stamane appare davvero cosa esagerata di fronte a una situazione che ormai precipita, con un mercato nazionale dell’auto in caduta libera, migliaia di cassintegrati senza prospettive e un piano, il Fabbrica Italia, dichiarato superato dallo stesso Marchionne. Gli stessi “affidabili” operai della Fip, cioè di Fabbrica Italia Pomigliano, all’uscita dal primo turno di lavoro hanno esternato uno scetticismo inaspettato.
“La visita di Marchionne? Sinceramente a questo punto non sappiamo se sia stata una cosa positiva o negativa: non crediamo più a nessuno, siamo molto preoccupati”, hanno dichiarato alcuni lavoratori che però, come di consuetudine a Pomigliano, si sono trincerati dietro un comprensibile anonimato visto il clima militaresco che vige nella catena di montaggio, stando almeno alle parole scritte in un recente comunicato della Fim-Cisl. “Marchionne l’ho visto, accompagnava il ministro Clini, hanno visitato la cattedrale”, racconta un’operaia della lastratura, 32 anni. La “cattedrale” è un impianto tecnologico, uno dei pochi al mondo in cui i robot assemblano insieme, nella stessa fase, tutti i principali pezzi di una vettura.
Secondo quanto comunicato ufficialmente nel pomeriggio, sia dalla Fiat che dal governo, pare che Marchionne abbia voluto invitare Clini nell’impianto più tecnologico del gruppo per convincerlo che sono le vetture a basso impatto come la nuova Panda a metano o quella a gpl che forniscono le risposte giuste di mercato in chiave ecologica. Recentemente Clini aveva dichiarato che è la vettura elettrica il futuro ecosostenibile dell’auto. Evidentemente l’approccio di stamane è servito a chiarire le rispettive posizioni. Sullo sfondo di tutto questo però si staglia un altro interrogativo, anch’esso per il momento senza risposta: il governo si sta apprestando a varare dei finanziamenti per la ricerca, soldi da destinare alla Fiat?
(Fonte foto: Rete Internet)

