CONDIVIDI

Avevano annunciato blocchi e disagi, ma la linea dura del governo ha intimorito i Forconi, così che la protesta si è rivelata un autentico flop. In Campania, presidi a Palma Campania e lungo la Ss 268. FOTOGALLERY

Tanto rumore per nulla. Avevano annunciato blocchi, minacciato caos generale invitando gli italiani a fare rifornimento di cibo e carburante, ma la linea dura adottata dal governo, ha intimorito i Forconi la cui protesta si è rivelata un autentico flop. "Fermiamo l’Italia", la contestazione promossa dal movimento siciliano, volta a bloccare il trasporto delle merci, è partita nella serata di ieri, ma si è risolta in qualche presidio e pochi significativi disagi agli automobilisti.

Ad intimorire gli inarrestabili, almeno all’apparenza, Forconi, è stata infatti la "strategia del terrore" messa in atto dalla classe dirigente, la stessa contro cui gli attivisti puntano il dito, accusandola di anteporre i propri interessi personali al bene comune. "Stiamo morendo tutti e non ce la facciamo più": è l’incisivo commento degli gli attivisti del Movimento sulla pagina ufficiale Facebook.

Del resto i camionisti in rivolta, avevano espresso i motivi della loro contestazione negli stessi volantini distribuiti nei giorni scorsi: «Questa Italia si ribella -si legge su alcuni- e scende nelle strade e nelle piazze contro il far west della globalizzazione che ha sterminato il lavoro degli italiani, contro questo modello di "Europa" per riprenderci la sovranità popolare e monetaria, per riappropriarci della democrazia, per il rispetto della Costituzione, contro un governo di nominati, per difendere la nostra dignità».

«Ribellarsi è un dovere – scrivono ancora i Forconi e citano Pertini: Quando un governo non fa ciò che vuole il popolo, va cacciato con mazze e pietre».

Ma la minaccia di dure sanzioni contro chi avesse manifestato prima della mezzanotte, di cui si è fatto portavoce il Garante degli Scioperi, e l’avvertimento del ministro dei Trasporti Maurizio Lupi che ha ricordato agli autotrasportatori come tra le loro ragioni non ci fosse «nessuna richiesta presentata al governo rimasta inevasa» e che «il governo si sarebbe opposto con fermezza a ogni forma di violenza per garantire sicurezza ai cittadini e tutela dei loro diritti», ha placato gli animi degli attivisti.

Così la protesta da Nord a Sud Italia, è confluita in semplici, seppur fastidiosi, rallentamenti agli svincoli stradali. In Campania in particolare c’è da segnalare il presidio registrato nella tarda serata di ieri nel Vesuviano all’uscita dell’A30 di Palma Campania. Un centinaio di attivisti ha infatti bloccato la bretella stradale che dall’uscita dell’A30 di Palma Campania conduce alla Statale 268.

Questo con notevoli disagi per gli automobilisti. Stessa sorte anche per i pendolari in coda all’ingresso della Statale 268 all’altezza di Ottaviano. Eppure i manifestanti sono meno di quanti ci si aspettava. Forse perché schierati contro di loro c’erano anche diversi esponenti delle forse dell’ordine , pronti a caricare al primo passo falso degli attivisti. «Voleva essere solo una protesta pacifica, ma siamo stati subito allontanati e minacciati dalle forze dell’ordine- racconta uno dei presenti. «Ormai – aggiunge rassegnato- abbiamo perso anche il diritto di protestare».
(Fonte foto e video: Tommaso Rea)