Dopo una lunga attesa, l’Italia ha finalmente il suo Governo

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Si è insediato, a palazzo Chigi, Enrico Letta, nuovo presidente del Consiglio. Quali saranno le prospettive in tema di disabilità e politiche giovanili che l’esecutivo proporrà a noi italiani?

È stata dura, ma dopo 61 giorni dalle elezioni politiche che hanno decretato una sostanziale ingovernabilità, il paese ha finalmente ottenuto un suo Governo.

Riconfermato con non poche polemiche Giorgio Napolitano quale presidente della Repubblica, quest’ultimo, per porre fine ad un clima inconcludente, ha nominato, su suggerimento degli altri gruppi parlamentari (PD-PDL-Scelta Civica) l’Onorevole Enrico Letta premier. Questo Governo, partorito in seguito a prolungati dolori, si troverà ad affrontare non pochi problemi. Tra i tanti, sicuramente, ci piace sperare che sia anche la questione dell’handicap. Tra le varie nomine, ventuno in tutto, al ministero per il lavoro e le politiche sociali è stato assegnato Enrico Giovannini, classe 1957 esperto di economia e statistica. Già presidente dal 2009 dell’Istat, figurava tra i "saggi" nominati da Napolitano poco prima che scadesse il suo settennato.

Laureatosi all’Università la Sapienza di Roma, è titolare di cattedra a Tor Vergata. Tra i tanti incarichi, nel suo curriculum può vantare una presenza all’interno dello Chief Statistician e Director of the Statistics Directorate presso l’Ocse di Parigi. Sarà lui, quindi, l’uomo che dovrà farsi carico delle tematiche legate alla disabilità. Milioni di persone che attendono, ancora oggi, soluzioni e interventi ormai irrimandabili. Questo nuovo Ministro, tra le tante capacità, dovrà saper ascoltare i bisogni e le istanze di chi lotta quotidianamente in una società che non gli consente, per ignoranza e assenza di tutele, l’affermazione della propria individualità.

Non si possono più rimandare al futuro soluzioni su temi cruciali per la vita delle famiglie con un disabile. Sono urgenti risposte su argomenti come la figura del caregiver familiare, ovvero di colui che si prende cura o assiste un congiunto ammalato o disabile. Questa famiglie, semmai non si fosse capito, che rappresentano, con l’amore che infondono nell’assistenza ai parenti disabili, la vera spina dorsale del welfare italiano. Loro, così come tanti altri italiani in difficoltà, meritano rispetto, considerazione e aiuti. Ci si attende, poi, con estrema urgenza, che i Fondi per la non autosufficienza siano finalmente ripartiti. Che si intervenga con effetto immediato sulla promozione e sul sostegno di progetti di vita indipendente che consentano la crescita in autonomia delle persone con handicap.

Infine, c’è l’annosa questione del Nomenclatore Tariffario che, fermo da anni, dovrebbe decidere in che misura la qualità della vita di un disabile possa essere ottimizzata attraverso strumenti e ausili adeguati alle sue esigenze. Insomma, i disabili non possono più attendere. Ci vuole giustizia e parità su questioni come salute, lavoro e integrazione scolastica. L’accessibilità, tanto per non cambiare, dovrebbe essere il primo punto dell’agenda del ministro Giovannini. Basta con gli inutili e sterili monologhi, ci vogliono soluzioni. Attendiamo fatti concreti.
(Fonte foto: Rete Internet)

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