Al processo sull’ecomafia si è presentato come avvocato difensore un assessore del comune di Acerra, D’Iorio. Fischi e improperi dagli ambientalisti: “Ma che ci fai qui? Invece di difendere il comune difendi gli avvelenatori della nostra terra?”.
Non si sa cosa ci facesse ieri l’assessore al bilancio del comune di Acerra nell’aula di tribunale in cui si stava tenendo la requisitoria finale contro gli inquinatori dell’hinterland napoletano. Certo è che Alessandro D’Iorio, che di professione fa l’avvocato penalista, si è appostato nella zona riservata ai legali che difendono gli ecomafiosi.
Quando poi i giornalisti si sono avvicinati per chiedergli spiegazioni è sparito nel nulla. Volatilizzato. Intanto gli ambientalisti sono indignati. Durante il processo c’è stato anche chi ha insultato l’assessore. Il giallo c’è tutto. Il comune di Acerra infatti non è parte civile al processo contro i fratelli Pellini, accusati di aver avvelenato l’hinterland con l’aiuto di carabinieri e di funzionari pubblici. E non è parte civile perchè il tribunale si è rifiutato di accoglierne l’istanza in quanto ritenuta poco attendibile. Gli ambientalisti sono inviperiti. Ieri hanno diramato un duro comunicato stampa.
E’ firmato da Alessandro Cannavacciuolo, esponente della famiglia di allevatori acerrani che hanno accusato i Pellini, dalle Guardie Ambientali, dall’Endas, da Comitato donne del 29 agosto, dal Coordinamento Fuochi e dal Movimento 5 stelle. Eccone il caustico contenuto: “Esprimiamo il più vivo apprezzamento per l’operato professionale ed investigativo svolto dal pubblico ministero Maria Cristina Ribera ma dobbiamo segnalare la presenza all’interno del collegio di difesa degli imputati Pellini del dottore Alessandro D’Iorio, assessore al bilancio della giunta in carica nell’attuale amministrazione del comune di Acerra. Vogliamo evidenziare l’incompatibilità etica e deontologica tra un legale che svolge la propria attività professionale a difesa degli imputati e la carica pubblica da lui rivestita. A questo il sindaco gli deve revocare l’incarico”.
Dal canto suo il sindaco di Acerra, Raffale Lettieri, si dichiara sorpreso da questo episodio “anche perché proprio di recente – afferma – io e D’Iorio abbiamo firmato una denuncia penale contro i Pellini”. Per quanto riguarda poi il credito da dodici milioni di euro che i Pellini sostengono di vantare nei confronti del comune, Lettieri commenta così: “Possono pedalare, non avranno un soldo”.
(Fonte foto: l’acerrano.it)

