Il giovane vicepresidente della Camera ieri sera ha incontrato i suoi concittadini in municipio. Obiettivo: riferire le cose fatte in un anno e quattro mesi di legislatura.
Alla fine non si è capito alla perfezione tutto, ma proprio tutto, quello che è stato fatto da Luigi Di Maio e dagli altri grillini in parlamento.
Troppi i temi dibattuti, troppi i decreti, troppe le modifiche, le norme e le proposte di miglioramento di leggi e leggine che ieri sera hanno caratterizzato le due ore e mezzo di incontro tra Luigi Di Maio e centinaia di cittadini della sua natia Pomigliano, il paese delle grandi fabbriche del sud, dove fino a un anno e mezzo fa il fido braccio destro del Beppe nazionale faceva il pendolare con la Federico II di Napoli, l’università che non ha abbandonato ma da cui per forza di cose si è dovuto momentaneamente allontanare.
A ogni modo certo è che l’abbraccio in consiglio comunale è stato di quelli calorosi e zeppi d’aspettative. Ma non c’erano solo pomiglianesi ieri nella sala dell’assemblea cittadina. Delegazioni di precari della scuola, di infermieri della sanità napoletana, di attivisti da Torre del Greco e da altri comuni dell’hinterland, da Acerra ad Afragola, Giugliano, Melito, hanno voluto interloquire con il vicepresidente della Camera.
“Ci vuole un po’ di coraggio, cacciate un po’più di coraggio: votate Movimento Cinque Stelle”, l’esortazione del Di Maio sempre impeccabile in taglio di capelli perfetto e giacca e cravatta senza una piega. Vezzi che aveva sin da ragazzino. Parole che hanno fatto capire che il grillino non ha proprio nessuna intenzione di mollare e che anzi sta preparando sin da ora la prossima campagna elettorale: le elezioni regionali in Campania e quelle che vedranno il rinnovo delle cariche di sindaco e consiglieri comunali proprio nella sua Pomigliano. Quindi la stoccata al sindaco di Forza Italia Raffaele Russo, che aveva accusato Ciro Esposito, presidente dei piccoli commercianti di Pomigliano, di essere “braccio operativo del Movimento Cinque Stelle”.
“Trovo ingiuste e strumentali le accuse contro il Caip-Aicast di Pomigliano: l’associazione dei piccoli commercianti è sempre stata autonoma e indipendente dalla politica, porta solo proposte costruttive e il suo rappresentante, Ciro Esposito, non è il braccio di nessuno o tantomeno del Movimento Cinque Stelle”, la puntualizzazione del parlamentare grillino.



