Crac Pomigliano Ambiente: quinto rinvio sugli arresti

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Il Riesame ieri ha rinviato al 2 luglio la decisione sulla richiesta di custodia cautelare per i politici e gli ex dirigenti della società pubblica di nettezza urbana naufragata nei debiti. Sparite decine di milioni.

E’ il quinto rinvio. Il primo c’era stato l’8 novembre scorso: discussione fissata per l’11 gennaio. Quindi, ancora uno slittamento, fino al 14 marzo. Poi il terzo: udienza spostata al 9 maggio. E il quarto: discussione sulle richieste di arresto il 18 giugno. Infine, ieri, l’ennesima proroga: udienza il 2 luglio. Le richieste di custodia cautelare erano state firmate ad agosto dall’aggiunto della procura di Nola, il pubblico ministero Maria Antonietta Troncone.

Ma il gip le aveva respinte. A settembre però il pm è tornato all’attacco chiedendo il parere del Riesame. Parere che a quanto pare tarda parecchio. Non si sa dunque se a questo punto sussistano o meno le esigenze cautelari, visto che la prossima udienza, sempre nel caso in cui venga discussa, si terrà ben oltre dieci mesi dopo la richiesta di custodia, ormai nota da un pezzo. Al centro dell’inchiesta del procuratore aggiunto Troncone c’è la sparizione di decine di milioni di euro dell’azienda che gestiva la raccolta dei rifiuti soldi urbani. Le domande di custodia riguardano, tra gli altri, l’ex sindaco di Pomigliano, Antonio Della Ratta, del Pd, l’ex segretario provinciale del Pds, Benito Visca, e un ex assessore del centrosinistra, sempre del comune di Pomigliano, Monica Andrè.

Per Benito Visca, Antonio De Falco, detto “Ninì”, ingegnere della Pomigliano Ambiente, e Cosimo Basile, ex componente di staff del Comune, la richiesta di custodia cautelare è relativa agli incarichi da dirigente della Pomigliano Ambiente ricoperti nel periodo compreso tra il 2006 e il 2009. L’ex sindaco Della Ratta è invece sotto accusa in quanto ritenuto responsabile delle scelte nella conduzione aziendale della società. Monica Andrè, ex esponente della giunta di centrosinistra che ha governato Pomigliano dal 2000 al 2005, è invece sotto inchiesta come componente del collegio sindacale delegato al controllo delle attività finanziarie della società.

La richiesta di arresto coinvolge anche altri tre componenti del collegio, nel periodo compreso tra il 2005 e il 2009: Gelsomino Pepicelli, Carmelo Galiano e Saverio Barone. Ma nell’inchiesta figurano indagate ancora sei persone. Si tratta di un altro revisore dei conti, Vincenzo Esposito, di Carlo Vitiello, Claudio Pulicati, Fausto Alberto Edoardo Galmarinio e Roberto Borriello, cioè i cinque funzionari di banca coinvolti nelle operazioni di concessione di crediti “pro soluto”, vale a dire di crediti milionari con rischio d’inadempienza da parte del debitore.

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