Circumvesuviana. Lavoratori in malattia: è caos

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Questa mattina i dipendenti hanno marcato malattia per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi.

Lunedì nero per i lavoratori della Circumvesuviana e, soprattutto, per i viaggiatori. Questa mattina numerosi dipendenti , personale viaggiante, macchinisti, capitreno e agenti di stazione, dell’azienda hanno «marcato» malattia, impedendo così le regolare corse dei treni. Un’epidemia? No, una protesta. I lavoratori, infatti, si sono visti slittare l’accreditamento dello stipendio e già da diversi giorni aveva deciso di manifestare il proprio dissenso posticipando la partenza dei convogli di dieci muniti.

Dall’azienda fanno sapere che si sta facendo tutto il possibile per ridurre al minimo i disservizi e che sono stati attivati controlli per accertare lo stato di salute dei dipendenti in malattia. «I lavoratori di Circumvesuviana vogliono bene alla propria azienda e nonostante "il tradimento" di oggi, hanno grande considerazione dei propri viaggiatori. Sembra un controsenso ma non lo è – scrive Giovanni Navarone sul blog Vesuvianando – All’agitazione di oggi siamo stati costretti e non unicamente per una protesta per lo stipendio non erogato nei tempi previsti anche se essa resta azione ignobile e reiterata della quale, certamente consapevoli gli enti interessati, ne hanno dato comunicazione soltanto il 24 settembre, ancora una volta solo due giorni prima».

«Il problema fondamentale non è lo stipendio al 5 ottobre, ma l’incertezza del futuro, il ventilato fallimento nei mesi a seguire. Quel fallimento – continua il lavoratore della Circum – di cui si sta parlando e scrivendo dall’inizio di quest’anno, che riguarda non solo la Circumvesuviana ma tutti il trasporto pubblico Campano. E’ di pochi giorni fa la voce dell’imminente fallimento con la consegna dei libri in tribunale. I lavoratori sfiduciati in questi giorni hanno bloccato spontaneamente il servizio. E allora ancora una volta i lavoratori non possono che chiedere scusa a studenti, lavoratori. Chiedono scusa e un minimo di comprensione perché qui se affonda la barca del TPL campano, affonda l’intera economia della regione».