Il sospetto è che i costruttori abbiano realizzato e venduto appartamenti nelle zone di pubblica utilità. Sotto i riflettori ci sono i rioni di Licignano e Casarea, dove gli squali del cemento hanno fatto man bassa.
Il fatto è che da queste parti lo sanno tutti, è alla luce del sole: le aree dove il comune doveva obbligare a far realizzare parchi pubblici, aree verdi, parcheggi e servizi collettivi sono state cementificate fino all’inverosimilecon alberghi di lusso, uffici che non si sa a cosa possano servire e appartamenti, inizialmente mascherati da “case dello studente” e poi da residences per uso foresteria, cioè con contratti d’affitto di un anno al massimo. Del resto lo aveva affermato anche il professor Luigi Piemontese, padre del piano regolatore di questa sfortunata città di oltre 50mila abitanti: “Quello che è successo a Casalnuovo nelle zone di pubblica utilità è scorretto, un’interpretazione non in linea con lo spirito del prg”.
Il raggiro lo conosce chiunque nella città del cemento selvaggio e i vigili urbani stanno tentando di smascherarlo. Non che sia tanto difficile, però. Da queste parti non essere capaci di vedere ciò che si vede ogni giorno significa avere come minimo le bistecche sugli occhi. Ma a Casalnuovo questa cecità forzata è epidemia diffusa. Esempio eclatante: il primo febbraio del 2007, non appena i carabinieri sequestrarono i palazzi abusivi alti fino a sette piani nella brulla spianata di via Vecchiullo, rione Casarea, due consiglieri comunali di maggioranza dichiararono ai giornali di non essersi mai accorti della presenza di quegli edifici perché erano “coperti dai cespugli”. Poi però i carabinieri fecero notare che effettivamente i due consiglieri non erano poi così attendibili.
Uno era un pregiudicato. Faceva parte di una famiglia di camorristi. Gli ammazzarono anche un fratello. L’altro era l’autista del boss dell’epoca, poi ucciso a colpi di mitragliatore in un noto bar della zona, insieme al cugino, due anni dopo il grande scandalo edilizio. Cecità e miopie improvvise. Anche il sindaco dell’epoca, Antonio Manna, batteva il tasto su questo imbarazzante argomento. “ Invito i miei concittadini a mettersi gli occhiali così vedono i palazzi abusivi ”, l’autogol di Manna fatto davanti alle telecamere della trasmissione le Iene. Crimini e figuracce. E così via, Fino a oggi. Anche adesso tutti qui fanno finta di non vedere. Nel palazzo si trincerano sistematicamente dietro leggi e leggine. Interpretazioni di tutti i generi, le stesse che da sempre consentono agli speculatori dominanti di scaricare la valanga di cemento sul disastrato hinterland.
Dove l’opera di ripristino della legalità è materia dura da far digerire a sindaci e consiglieri comunali. C’è chi, tra le forze dell’ordine, sostiene che a Casalnuovo molte procedure di abbattimento di altrettanti edifici abusivi siano finite nel dimenticatoio. Sparite, come per incanto. O forse no.
(Fonte foto: Rete Internet)


