Somma Vesuviana, controlli e sequestri della Polizia Locale contro gli illeciti ambientali

 Incendi di sterpaglie, rifiuti abbandonati e sequestri: è intensa l’attività della Polizia Municipale di Somma Vesuviana nell’ambito dell’operazione Terra dei Fuochi. Un lavoro portato avanti nonostante la carenza di personale, che ha visto gli agenti impegnati in numerosi interventi tra agosto e settembre.

Il comando della Polizia Locale di Somma dispone attualmente di 14 operatori, distribuiti su due turni, non tutti pienamente operativi per sopraggiunti limiti di età e prossimi collocamenti in quiescenza. La pianta organica prevista dalla L.R. 12/2003 dovrebbe invece essere composta da 58 unità. Anche se in città non si nota spesso la presenza degli agenti, in realtà – ci spiegano- numerosi sono stati gli episodi affrontati negli ultimi mesi. Gli agenti sono intervenuti per incendi di sterpaglie in via Circumvallazione, dove si sono registrati due episodi, e in via Pigno. Un incendio di vaste dimensioni ha interessato anche via Reviglione.

Altri interventi hanno riguardato via Santa Teresa, dove era presente anche una situazione di abbandono di rifiuti, e via Caprabianca, interessata da un incendio e da un deposito di rifiuti. Incendio boschivo, per la seconda volta nella stessa area, anche in via Costantinopoli/Monte Somma. Segnalati inoltre incendi di sterpaglie in via S.S. Sossio/via Manzi e un incendio con rifiuti abbandonati in via Mele.

L’attività di controllo ha interessato anche via Vicinale delle Monache, per uno sversamento di materiali tessili, via Aldo Moro, con il sequestro di amianto, via Fosso dei Leoni, per un sequestro di rifiuti, e via Alveo Costantinopoli, dove sono stati sequestrati pneumatici.

Sversamenti abusivi, cinque interventi in un solo giorno

Il fenomeno dell’abbandono incontrollato dei rifiuti continua a rappresentare una delle principali criticità del vasto territorio comunale. Quotidianamente l’isola ecologica segnala uno o più episodi di sversamento. Nella sola giornata del 22 settembre sono stati richiesti cinque interventi per altrettanti sversamenti abusivi.

Gli operatori hanno effettuato sopralluoghi, relazioni di intervento e sequestri penali delle aree interessate. Nei casi più rilevanti sono state redatte annotazioni di polizia giudiziaria. Le indagini sono state condotte anche attraverso l’utilizzo di fototrappole e sistemi di videosorveglianza, in collaborazione con la Stazione dei Carabinieri di Somma Vesuviana e il Nucleo dei Carabinieri Forestale.

Identificato il responsabile di uno sversamento

Tra gli interventi più rilevanti si segnala il sequestro di eternit in via Aldo Moro e in via Fosso dei Leoni.

Un’operazione effettuata il 10 settembre 2026 ha inoltre portato all’identificazione del responsabile dell’abbandono di sacchetti di rifiuti domestici. L’individuazione è stata possibile grazie all’analisi di filmati pubblicati sui social network e ai riscontri della videosorveglianza comunale. L’attività investigativa ha portato al sequestro amministrativo e penale del veicolo utilizzato, risultato privo di assicurazione, con revisione scaduta e condotto da una persona con patente non valida.

Tutti gli interventi hanno richiesto l’impiego di pattuglie, rilievi fotografici, messa in sicurezza delle aree e segnalazioni agli enti competenti. Un’attività che prosegue sul territorio comunale per contrastare gli incendi e l’abbandono dei rifiuti, attraverso controlli, accertamenti e indagini finalizzate all’individuazione dei responsabili degli illeciti ambientali.

Questi interventi rappresentano sicuramente un elemento di rassicurazione per la città ma ci impongono inevitabilmente anche una riflessione più ampia. Una città di circa 40mila abitanti non può più permettersi di avere un comando di Polizia Locale sottodimensionato rispetto alle esigenze del territorio. Servono assunzioni, concorsi e un organico adeguato, capace di garantire una presenza visibile non soltanto nelle emergenze, ma anche davanti alle scuole, in centro, nelle periferie e nelle aree più esposte al fenomeno dell’abbandono dei rifiuti. Il rischio, altrimenti, è che il lavoro quotidiano di chi c’è finisca per diventare invisibile.