Sulla base di una denuncia, la procura di Nola ha aperto un’indagine scottante: alloggi residenziali nei terreni di pubblica utilità. Gli abitanti degli immobili sono stati invitati a presentarsi al comando di polizia municipale.
Una denuncia anonima, ma molto dettagliata: palazzi residenziali al posto di strutture di pubblica utilità. Case, uffici e hotel di lusso realizzati in zona F, laddove sarebbero dovuti sorgere servizi per la collettività, attrezzature per lo sport e il tempo libero. E a seguito dell’esposto la procura di Nola ha aperto l’indagine. I pm hanno delegato i vigili urbani a controllare decine di immobili. Il sospetto è che alloggi riservati ad uso foresteria siano stati in effetti venduti a caro prezzo come civili abitazioni, magari attraverso una raffica di compravendite al nero. Ma c’è chi ipotizza che sia molto difficile nascondere flussi di danaro consistenti perché in questa fetta d’hinterland un appartamento di medie dimensioni costa comunque intorno ai 200mila euro, anche se abusivo.
Nel frattempo i controlli richiesti dalla procura riguardano decine di locali, ubicati nella frazione di Licignano. Alloggi destinati, almeno stando a una serie di autorizzazioni, ad uso foresteria, vale a dire a contratti d’affitto temporanei, della durata massima di un anno. In base alla denuncia gli immobili sarebbero stati invece venduti illegalmente come case residenziali. Un sospetto che ha indotto la polizia municipale, su delega della magistratura, a invitare gli abitanti della zona a recarsi presso gli uffici del comando vigili. Gli avvisi a comparire sono già stati notificati. L’inchiesta è di quelle complicate.
«A Casalnuovo – raccontano esponenti delle forze dell’ordine che preferiscono mantenere l’anonimato – c’è un gruppo di speculatori che pianifica in modo criminale, ovviamente con l’aiuto dei colletti bianchi, menti sottili, il sacco del territorio. Ed è una cosa che ormai si trascina da decenni». La storia di città dormitorio come queste è piena di pagine nere. Nel febbraio del 2007 proprio in questo sfortunato centro alle porte di Napoli i carabinieri sequestrarono 74 palazzi abusivi, privi di licenza, realizzati nei terreni agricoli. Poco dopo altri 300 tra palazzi e manufatti vari furono sequestrati dai vigili. E nel dicembre del 2007 il comune venne commissariato per mafia. Uno scandalo enorme. Del caso si occuparono i più grandi media del mondo.
Ma la cementificazione selvaggia, perpetrata senza permessi autorizzativi oppure con licenze taroccate, ha seppellito tutta la provincia. Tanto per fare qualche altro esempio nel dicembre del 2007, a Marano, i carabinieri sequestrarono un altro grosso complesso edilizio, in via Casa Croscio: cinque edifici, 5 mila metri quadrati di superfici abitabili per 60 appartamenti, completi di box e posti auto. Dalle indagini spuntarono licenze false. Non è finita. Nel maggio del 2008 ventitre agenti della polizia municipale di Giuliano, tre dipendenti comunali e tredici imprenditori furono arrestati dalla polizia. Accusa: associazione a delinquere finalizzata all’abusivismo edilizio.
E sempre qui, due mesi dopo, a luglio, i carabinieri sequestrarono un altro rione risultato privo di licenze: 14 edifici. Non solo Casalnuovo, Marano e Giugliano. Anche Acerra è finita di recente nel mirino degli investigatori. Tre settimane fa il pubblico ministero di Nola, Carmine Renzulli, ha aperto un’inchiesta sulla base di un altro pesante sospetto: decine di edifici, circa quaranta, un intero rione, palazzi privati e ville realizzati abusivamente nell’area 167, la zona da riservare all’edilizia economica e popolare.
(Fonte Foto:Rete Internet)

