Volla, Sel e politici locali a confronto sul Puc

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La politica vollese esamina gli errori del passato e traccia le prospettive future in vista del nuovo Puc. Ancora lontani i tempi di approvazione.

Venerdì 19 ottobre, nei locali "disastrati" del teatro dell’I.C. "V. De Sica", in Via Filichito, il circolo locale del partito di Vendola ha organizzato un incontro-dibattito “Questione Importante: il PUC:Bilancio e Prospettive”. Sul manifesto d’invito, mancava il rappresentante istituzionale locale, l’unico consigliere comunale eletto nella lista di SEL, Giovanni Riccio. Si sapeva delle incomprensioni tra lui ed il partito locale, ma, dopo questo affronto, è probabile che si rischi la rottura definitiva , con una eventuale fuoriuscita di Riccioda SEL. Comunque, i rappresentanti politici locali hanno cercato di rimediare alla "gaffe", chiamando Riccio a sedere al tavolo della presidenza, su una seggiola rimediata all’ultimo momento.

E lui, per evitare, ha ingoiato l’amara pillola, ha accettato, non è intervenuto nella discussione, e, ad un certo punto, se n’è andato
Per quanto riguarda il dibattito, dopo una disamina sulla crisi in generale e sul settore edilizio in particolare (calo delle vendite delle case, diminuzione della richiesta di mutui, ecc), fatta dal segretario di SEL, Giovanni Leone, il Borgomastro Guadagno e l’Assessore Riccardo Festa (detto Mandrake), di SEL hanno ribadito più o meno le solite cose già dette più volte nel recente passato.

Il primo ha posto l’accento sull’aspetto politico del piano urbanistico, ribadendo che la sua amministrazione vuole un PUC diverso da quello della destra, che vuole salvaguardare i poteri forti e la cementificazione, che saranno rispettate le regole, che ci sarà una concertazione con tutte le realtà presenti sul territorio, che sarà data priorità alle famiglie e alle piccole e medie imprese e che gli imprenditori devono capire che è la politica che fa le scelte ".
Il secondo, l’Assessore Festa, si è soffermato sull’aspetto tecnico del Puc chiarendo che si sta lavorando alacremente, che il nuovo Piano è stato affidato a tecnici interni (Festa- e Gatta), che faranno ricorso a consulenze esterne universitarie, che il Piano vuole costruire un’idea di vita per le comunità del futuro considerando la qualità della vita e mettendo al centro la comunità .

E il vecchio Piano sarà buttato via? (Ricordiamo che anche lui nel passato aveva contribuito alla sua stesura). Sono passati invano alcuni decenni e sono stati spesi milioni di euro per niente? " Ci sarà sicuramente, chiarisce Festa, una discontinuità rispetto alle scelte tecniche fatte nel passato, saranno confermati alcuni principi quali la salvaguardia delle aree agricole pregiate, sarà limitata la cementificazione e consolidata la città già costruita (che comprende anche la parte abusiva). Sarà un piano adatto alle nuove generazioni atto a rafforzare le capacità produttive con interazione tra pubblico e privato sia nella costruzione delle opere, sia nella loro gestione , e saranno rifatti i calcoli delle volumetrie seguendo le nuove regole”.

Il vero problema, però, riguarda i tempi di attuazione del Puc . Ci sono gli "avvoltoi" del "Piano Sviluppo Italia" (P.S.I.) (così sono stati definiti gli Imprenditori, da uno dei consiglieri della maggioranza) che, come i famosi rapaci, si fregano le zampe e volteggiano sul luogo aspettando che la "carogna" (il PUC) tiri le cuoia per calare dall’alto e fare festa. Se entro metà dicembre del 2012 il procedimento del "Nuovo PUC" non bloccherà le richieste degli "avvoltoi" del P.S.I., questi ultimi potranno partire con i loro progetti. Le volumetrie realizzate dal P.S.I. andranno a "mangiare" quelle previste dal nuovo PUC, e, quindi, i grandi gruppi imprenditoriali avranno la meglio sui piccoli proprietari. E’ una vera e propria corsa contro il tempo ma anche sulel scadenze ci sono delle contraddizioni, tant’è che l’Assessore Festa ha dichiarato che " molto probabilmente per l’estate prossima il PUC sarà approvato definitivamente ".