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Cancro, morte di Vincenza: “Good bye angelo nostro”

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Acerra in lutto: ieri centinaia di persone al funerale della ragazza di 16 anni uccisa dal tumore. Intanto gli studenti dei licei occupano le scuole per protestare contro il disastro ambientale. FOTOGALLERY

I dati, le analisi, i nessi di causa-effetto tra inquinamento e tumori non esistono ancora, non provano ciò che però ieri in quel di Acerra a centinaia hanno sentito sulla loro pelle, durante il funerale tenuto per Enza Maisto, 16 anni, una delle tante adolescenti del Napoletano portate via troppo presto dal cancro. Enza era uno dei volti della Terra dei Fuochi. Poco prima di spirare la ragazza si era fatta fotografare nel suo letto d’ospedale mentre reggeva un foglio che lanciava un messaggio più che emblematico: ” Acerra non deve morire: salviamola !”.

Nessun riferimento autoreferenziale in queste parole. “Solo” un gesto estremo di altruismo verso la propria città, la propria terra. E’ stato questo il lascito di Enza, uccisa martedì mattina dal letale osteosarcoma, tumore incurabile delle ossa. La salma della giovanissima ieri è stata salutata da una folla di duemila persone, una calca divisa in due gruppi, nella chiesa di Sant’Alfonso, al corso della Resistenza, una delle zone storiche di Acerra, e poi davanti alla scuola della ragazza, il liceo Alfonso Maria de’ Liguori, occupato dagli studenti, insieme al poco distante liceo artistico Munari, proprio in segno di protesta contro il ” disastro ambientale ” dell’area napoletana e casertana. “Good bye angelo nostro “, ha letto un’amichetta di Enza dal pulpito della chiesa gremita.

La funzione funebre è stata officiata dal parroco don Giancarlo Petrella, davanti a una famiglia distrutta: la mamma Teresa, le sorelle maggiori Milena e Susanna. Palloncini e petali di rosa bianchi hanno colorato il feretro candido dell’adolescente. Ma il momento probabilmente più toccante è stato quando il corteo funebre è passato davanti al liceo di Vincenza. La salma della giovane ha attraversato un lungo cordone formato dagli studenti, che si sono piazzati su entrambi i lati della strada, all’altezza dell’ingresso del liceo. E’ stato impressionante vedere tutti quei ragazzi, molti i minorenni, in fila, uno accanto all’altro, silenti, terribilmente consapevoli di tutto, forse più degli stessi adulti.

“Non c’è nessun politico nel corteo funebre per Enza, nessun amministratore locale”, hanno fatto notare gli stessi studenti. Tra i partecipanti al funerale c’erano gli esponenti dell’associazione Donne 29 agosto, organismo sorto a seguito degli incidenti avvenuti durante le lotte contro l’inceneritore, e gli ambientalisti Alessandro Cannavacciuolo e Antonio Montesarchio, grandi accusatori del traffico di rifiuti tossici nella zona. Intanto Carmine Ruotolo, 18 anni, uno degli esponenti del comitato studentesco di Acerra, conferma la natura della protesta nelle scuole del territorio.

” Sto facendo questa lotta – dice – perchè ci credo, perchè vogliamo un futuro pulito, a partire dal miglioramento delle nostre condizioni ambientali, dell’aria, dell’acqua, della terra. Qui, già a cominciare dalla nostra scuola, abbiamo compagni e compagne che stanno soffrendo negli ospedali come ha sofferto Enza”. Gli studenti del Liguori adesso pregano per Sara, 14 anni, compagna in lotta perenne contro il male che non dà scampo, e per altri compagni e compagne stipati negli ospedali nostrani. “Abbiamo consegnato al preside – racconta Mattia Brasile, anche lui esponente della ribellione studentesca locale – il nostro documento di cinque pagine che spiega i motivi che ci hanno spinto a occupare: al primo punto c’è il disastro ambientale”.

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