domenica, Aprile 26, 2026
20.8 C
Napoli

BENI SEQUESTRATI ALLA CAMORRA. PARLANO I MAGISTRATI

Un emendamento approvato al Senato prevede che i beni confiscati possano essere messi all”asta; iniziativa che sembra favorire la criminalità, col rischio di vanificare il lavoro di forze dell”ordine e magistrati.

Il 1996 segna l”inizio di un”epoca per il nostro paese: viene approvata difatti la legge 109/96, cd. legge antimafia, che riesce a regolare per la prima volta e concretamente la destinazione ai fini socialmente utili dei patrimoni confiscati alla criminalità organizzata. La norma fa seguito al disegno di legge Rognoni-La Torre del 1982 in materia di confisca dei beni ai mafiosi, che il promotore Pio La Torre pagò con il sacrificio della propria vita.

Grazie alla legge un albergo confiscato ai Casalesi è diventato una scuola per sub, una piscina sottratta ad un clan è utilizzata per riabilitare portatori di handicap, un bene confiscato in Cancello ed Arnone è divenuto un caseificio, gestito dalla cooperativa “Le terre di don Diana”: si tratta solo di alcuni esempi di come patrimoni, un tempo appartenenti alla criminalità organizzata, possano essere trasformati in beni della comunità, e servire scopi istituzionali, aggregativi, sociali.

Si consideri che, alla data del 30 giugno 2009, si contano in Italia ben 8933 beni confiscati, collocati per l”83% nelle regioni meridionali, con prevalenza in Sicilia (46%) e Campania (15%): tra essi palazzi, dimore d”epoca, terreni, interi fabbricati e persino aziende agrituristiche.
Di recente il tema dei beni confiscati è tornato alle luci della ribalta: un emendamento alla finanziaria, già approvato dal Senato, prevede che tali beni, se non formalmente assegnati entro tempi brevissimi, vengano di nuovo posti in vendita attraverso aste giudiziarie, facendo sì che possa rientrare dalla porta ciò che si è cercato di cacciare dalla finestra.

“A causa dei tempi di gestione lunghissimi lo Stato, per fare cassa, consente che gli immobili non ancora assegnati vengano riacquistati attraverso prestanome”- afferma Francesco Menditto, presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Napoli. ” Del resto chi, se non una testa di legno- prosegue il magistrato- potrebbe essere in grado di acquistare appartamenti e terreni dal valore economico così ingente? Eppure, per rimanere nel campo delle ipotesi, proprio i numerosi beni già confiscati a Secondigliano, territorio di elezione della sanguinosa faida, potrebbero essere utilizzati per farne una Caserma dei Carabinieri o un Commissariato”.

Dello stesso avviso è il dott. Carlo Alessandro Modestino, giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Napoli: “La destinazione dei beni confiscati è il più importante esempio di come l”intervento sociale, in un campo minato come quello criminale, possa procedere di pari passo con quello giudiziario. Non si può non considerare -prosegue il magistrato- che la confisca, e la successiva destinazione dei beni, abbiano un indubbio significato simbolico. Entrambi coinvolgono la parte buona della società civile, quella che ha bisogno di punti di aggregazione, di valori in cui credere, di sapere che lo Stato può fare, e molto, nell”eterna lotta alla criminalità”.

I numeri tuttavia parlano chiaro: degli 8631 immobili confiscati dal 1982, solo i due terzi risultano essere stati destinati a finalità pubbliche, con tempi di gran lunga superiori all”anno e costi di amministrazione e gestione che, sovente, lo Stato non può permettersi.

“Basterebbe stabilire delle priorità”, è l”opinione del dott. Modestino. “L”esigenza statale di far cassa, del resto, potrebbe considerarsi prioritaria rispetto al raggiungimento dello scopo sociale? Non è la vendita dei beni, da operare peraltro in tempi brevissimi ed impossibili da rispettare, che può risolvere il problema. Occorrerebbe agire con delle logiche politico-legislative di carattere diverso, che non si limitino a dare rilievo al solo valore economico del bene, privilegiandone altri aspetti”.

Il nodo irrisolto del problema sta, ancora una volta, nella gestione economica dei patrimoni: all”esigenza statale di “far cassa” si contrappone la difficoltà nella gestione del bene confiscato, spesso in condizioni non ottimali e necessitante di ingenti, e costose, opere di ristrutturazione. “Eppure –conclude il giudice Menditto- l”emendamento rischia di vanificare il lavoro, peraltro complicatissimo, di forze dell”ordine e magistrati, quotidianamente impegnati nella lotta alla criminalità, portata avanti ogni giorno con strutture e mezzi spesso inadeguati, se non addirittura insufficienti”.
(Fonte foto: Rete Internet)

In evidenza questa settimana

Cuccioli maltrattati, blitz a San Vitaliano: uno era morto

  SAN VITALIANO: Maltrattamento di animali, un cucciolo senza zampa...

Somma Al voto, Il M5S punta su Silvia Svanera sindaca per una città più trasparente e partecipata

Riceviamo e pubblichiamo Somma Vesuviana: il M5S sostiene Silvia Svanera...

Somma al voto, La Città Cambia ufficializza il pieno sostegno a Silvia Svanera sindaca

Riceviamo e pubblichiamo   La Città Cambia" sostiene Silvia Svanera e...

Somma Vesuviana e Cercola, 25 aprile tra cortei e riflessioni

Riceviamo e pubblichiamo:  La lotta di Liberazione – ha affermato...

La trasmissione del canto liturgico nelle Chiesa d’Occidente: Tractus Deus, Deus Meus

Benvenuti al quattordicesimo appuntamento di “Riavvolgi il futuro”. Oggi...

Argomenti

Cuccioli maltrattati, blitz a San Vitaliano: uno era morto

  SAN VITALIANO: Maltrattamento di animali, un cucciolo senza zampa...

Somma Al voto, Il M5S punta su Silvia Svanera sindaca per una città più trasparente e partecipata

Riceviamo e pubblichiamo Somma Vesuviana: il M5S sostiene Silvia Svanera...

Somma al voto, La Città Cambia ufficializza il pieno sostegno a Silvia Svanera sindaca

Riceviamo e pubblichiamo   La Città Cambia" sostiene Silvia Svanera e...

Somma Vesuviana e Cercola, 25 aprile tra cortei e riflessioni

Riceviamo e pubblichiamo:  La lotta di Liberazione – ha affermato...

La trasmissione del canto liturgico nelle Chiesa d’Occidente: Tractus Deus, Deus Meus

Benvenuti al quattordicesimo appuntamento di “Riavvolgi il futuro”. Oggi...

Somma al voto, A Testa Alta: “Con Silvia Svanera per ricostruire fiducia nelle istituzioni”

Riceviamo e pubblichiamo Da oggi il cambiamento vero nella nostra...

Somma al voto, Il Pd presenta la lista: “rinnovamento e giovani per sostenere Silvia Svanera

Riceviamo e pubblichiamo   Il Partito Democratico di Somma Vesuviana presenta...

Related Articles

Categorie popolari

Adv