Gazebo dinanzi alla sede dei giudici di pace della cittadina vesuviana. Ragosta (associazione forense “Pasquale Cappuccio”): “Necessario informare tutti sulla crisi della giustizia italiana”.
Fa tappa ad Ottaviano la protesta degli avvocati nolani e vesuviani: un gazebo in piazza, proprio dinanzi alla sede del giudice di pace, è stato allestito per spiegare ai cittadini le ragioni della mobilitazione dei legali.
Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola ha, infatti, aderito all’astensione dalle udienze, prevista fino a mercoledì, proclamata dall’Assemblea dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura. Al presidio ottavianese hanno partecipato, tra gli altri, il presidente del consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola, Francesco Urraro, il presidente dell’associazione forense “Pasquale Cappuccio”, il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso. “La giustizia è per tutti. L’avvocatura nolana è contro la giustizia d’elite. Crediamo che il diritto ad una giustizia rapida e di qualità debba essere riconosciuto a tutti i cittadini”, hanno spiegato gli avvocati presenti ad Ottaviano.
Nel volantino distribuito ai cittadini, vengono elencati una serie di provvedimenti legislativi che, a detta degli avvocati, “consentono solo alle persone benestanti l’accesso alla tutela giudiziaria e comprimono drasticamente il diritto di difesa che la Costituzione italiana garantisce ai cittadini”. Di qui la decisione di avviare un’azione di protesta, che culminerà con una manifestazione che si terrà a Roma giovedì 20 febbraio.
“Crediamo molto in questa protesta, che serve soprattutto ad informare i cittadini. Lo smantellamento della giustizia italiana penalizza tutti, non soltanto gli addetti ai lavori”, spiega Antonio Ragosta. Per Francesco Urraro, invece, “con i provvedimenti nati sull’onda dell’emergenza economica abbiamo assistito alla riduzione dell’esercizio della difesa e allo svilimento del ruolo dell’avvocato quale difensore di diritti e si è innescato un lento processo di compressione dei diritti dei cittadini-utenti del servizio giustizia, in nome di una presunta maggiore efficienza della giustizia civile”.





