A Pomigliano il consiglio di fabbrica del grande stabilimento aeronautico conferma le indiscrezioni di stampa circa il rischio di altri esuberi, aggiuntivi rispetto a quelli dell’anno scorso.
“Durante la riunione con l’azienda di venerdì scorso è stato riferito che si sta lavorando per trovare tutte le soluzioni possibili più soft per traguardare questo momento. Tra queste c’è un accordo di mobilità che nei numeri si sta quasi esaurendo ed è stata paventata la proposta di considerarne un’altra”. Nonostante il sindacalese che caratterizza la spiegazione il comunicato della rsu di Avio Pomigliano ( Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Failm ) non lascia spazio ai dubbi circa le indiscrezioni di stampa sul rischio di nuovi esuberi nello stabilimento aeronautico.
Eccedenze che potrebbero scaturire dal fatto che quest’anno le commesse per la realizzazione di componenti per motori militari faranno registrare un calo notevole: 60mila ore in meno. Dal canto suo però, sempre secondo quanto riferito dallo stesso comunicato affisso ieri sera nella bacheca della grande fabbrica, l’Avio nel confronto di venerdì all’Unione Industriali di Napoli, ha riferito ai sindacati che con un investimento immediato di 14 milioni di dollari, con il potenziamento delle produzioni civili e con una politica puntata anche ai trasferimenti sarà possibile fare fronte al calo produttivo nel settore militare.
Sempre secondo indiscrezioni autorevoli la riduzione di 60mila ore lavorate corrisponde a 40 esuberi nelle produzioni di componenti per T700 ed EJ200 nell’ambito degli operai diretti e ad altri 9 o 10 esuberi nell’ambito dei lavoratori indiretti di questo stesso settore. Eccedenze che si aggiungerebbero alle 30 previste dalla procedura di mobilità con aggancio alla pensione sottoscritta nell’accordo dell’anno scorso. Di questi 30 tagli finora ne sono stati fatti 21. Per cui se ne devono “smaltire” ancora altri 9.





