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giovedì, Dicembre 2, 2021

Animali, animalisti e persone: adozioni canine

Prendere un cane con sè è una grossa responsabilità ed un grande impegno: non basta l’amore.

Disse Konrad Lorenz, il padre dell’etologia: Non c’è fedeltà che non tradisca almeno una volta, tranne quella di un cane. Arthur Schopenhauer, il filosofo tedesco, sottolineò: Chi non ha mai posseduto un cane, non può sapere che cosa significhi essere amato. Daniel Pennac, lo scrittore francese, ha fatto notare: Quando si sceglie di vivere con un cane, è per sempre. Non lo si abbandona. Mai. Mettetevelo bene in testa, prima di adottarne uno.

Chi ha un cane per amico sa quanto sia vero tutto questo. Chi, invece, pensa di prenderne uno deve capire una cosa: adottare un cane è un piacere gratuito, ma presuppone responsabilità ed impegno, tanto. Non basta l’amore per gli animali. Quando si sceglie un animale non è mai una scelta unilaterale; si crea un’affinità, una corrente empatica: è il cane, piuttosto, che si trova il padrone. Riesce, misteriosamente, a sentire qualcosa, e, man mano che passano i giorni, il legame diventa sempre più forte, fino a quando l’animale non può più staccarsene: è l’amico che ha scelto, e lo sarà fino alla morte. Non gli interessa se il suo padrone sia bello o brutto, vagabondo o gran signore: è il suo amico e basta.

Non bisogna dimenticare, però, di non trattare i cani come umani: bisogna amarli rispettando la loro natura, senza confonderli, facendo prendere loro abitudini cattive. Se le prendono, non ne hanno colpa: la colpa è solo degli umani, perché non sanno rapportarsi con l’animale. Disse sempre Lorenz: È impossibile rompere l’amicizia con un cane fedele, e darlo via equivale a un omicidio. Invece, è proprio quello che è capitato ai cani di razza beagle sopravvissuti a Green Hill, il famigerato allevamento di animali destinati alla vivisezione. Salvati da una grande mobilitazione dell’opinione pubblica, non solo dagli animalisti propriamente detti, con la campagna S.O.S. Green Hill, i simpatici animaletti sono stati dati in affido temporaneo a chi ne facesse richiesta.

A deciderlo è stata la Procura della Repubblica di Brescia, che ha dato la custodia giudiziaria dei beagle alle associazioni cha hanno combattuto in prima linea per salvarli. Il Corpo Forestale dello Stato ha provveduto a tenere un archivio degli affidamenti, con i riferimenti dei microchip inseriti nei singoli animali. Le richieste di affido dei beagle, naturalmente, sono state numerose. Agli aspiranti padroni fu specificato che, quando un animale viene cresciuto in cattività, ha fatalmente disturbi comportamentali, cosa che presuppone un maggiore impegno nell’adozione. Avvertimenti puntualmente ignorati: che sarà mai, il beagle è bellino, è dolce, si abituerà … Invece, dopo un poco, gli aspiranti padroni li hanno riportati quasi tutti indietro.

I cani sopravvissuti all’inferno di Green Hill, salvati da un destino orrendo, che per la prima volta nella loro esistenza credevano di aver trovato l’Amico, sono stati abbandonati. Non sappiamo se gli animali abbiano un’anima o meno, ne’ se per i beagle ci sia un Paradiso dopo quest’inferno terreno. Dubitiamo, piuttosto, che gli umani ne abbiano una.

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