Già sindaco negli anni ’80, Tafuro vuole cancellare da Boscoreale l’etichetta di “paese dormitorio e fannullone”. La sua prima battaglia è per le periferie: oggi il ricorso al Tar contro lo spostamento degli uffici comunali della frazione di Marchesa.
In città i gruppi politici sono in grande fermento, nonostante alle elezioni amministrative manchino ancora circa sei mesi.
C’è già, infatti, il quarto candidato sindaco che va ad aggiungersi ad un elenco destinato, evidentemente, a crescere ancora. Dopo Giuseppe Balzano per il centrosinistra, Raffaele Lanzieri a capo del movimento “La Voce di Boscoreale” e Giuseppe Brancaccio presidente del gruppo di imprenditori di “Impresa & Sviluppo”, arriva Giacomo Tafuro: docente in pensione, già sindaco negli anni ’80, sostenuto dal movimento intenzionato a “tirare Boscoreale fuori da baratro dentro cui è precipitata”.
“Partendo dallo scioglimento dell’amministrazione comunale guidata da Gennaro Langella, in conseguenza di futili, vergognose e miserevoli lotte di potere condotte da consiglieri, amministratori, fino alla venuta del commissario prefettizio Michele Capomacchia, verso il quale siamo debitori di un doveroso e sentito ringraziamento per la gestione della città con competenza, non possiamo esimerci dal riflettere sul fatto che un Comune viene commissariato perché non è in grado di esprimere una classe dirigente che sappia amministrarlo” afferma il candidato sindaco che si rivolge soprattutto ai giovani:
“Per molti rappresento il vecchio, per gli avversari una concezione della politica superata. Per fortuna sono tanti quelli che intendono mettersi al servizio della collettività, ed io, con modestia, sono uno di questi”. Intanto, la prima battaglia di Tafuro (sostenuto dal movimento Uniti per Boscoreale) è per la riapertura dell’ufficio Anagrafe e della biblioteca comunale di via Marchesa, spostati dal commissario straordinario e trasferito in piazza Pace per via dei dettami della spending review. “La periferia della città è stata completamente dimenticata e gli uffici sono stati chiusi senza ascoltare le ragioni dei cittadini della zona. Ben 4.133 boschesi, al 31 ottobre 2012, si sono recati in quegli uffici per disbrigo di pratiche amministrative. Per questo motivo abbiamo deciso di ricorrere al Tar”. La sospensiva verrà discussa oggi, mercoledì 21 novembre.
(Fonte foto: Rete Internet)





