Attivisti vesuviani sul piede di guerra dopo il decreto del ministro Clini che declassa ben 18 Siti di Interesse strategico Nazionale ad alto impatto inquinanti a Siti di Interesse Regionale affidando le bonifiche alle competenze locali
Tra i siti di competenza regionale c’e’ anche Terzigno. Ad appena un mese dall’apertura delle urne, il Ministro Clini emana il Decreto che, ai sensi della L.134 approvata in pieno ferragosto del 2012, declassa ben 18 aree S.I.N. (Siti di Interesse strategico Nazionale) ad alto impatto inquinanti a semplici S.I.R. (Siti di Interesse Regionale) affidando di fatto alle competenze locali i relativi processi di bonifica a cui le Regioni dovrebbero far fronte assumendosi oneri tecnici e finanziari pesantissimi.
"Un enorme fiume di denaro sprecato per piani di bonifica mai resi esecutivi e che ora, in virtù di una supposta finalità di velocizzare le procedure e renderle più efficaci, trasferisce alle Regioni l’onere del recupero ambientale di aree del paese profondamente inquinate da attività industriali, dallo sversamento di rifiuti tossici e nocivi e da disastri ambientali ampiamente riconosciuti su scala mondiale – dice il portavoce della Rete dei Comitati Franco Matrone – il prezzo più pesante di questa “scellerata” decisione lo paga il diritto alla salute di tutti i cittadini campani in quanto i SIN maggiormente gravati, con studi certificati (OMS, ISS, SENTIERI, Sebiorec, Gruppo di lavoro del Ministero della salute, ed altri finanche stranieri) da patologie croniche e tumorali".
L’ obbligo di bonifica esce, dunque, dalle competenze del Governo e viene affidata alla Regione Campania e in tempi di spending review scarseggiano le risorse necessarie per bonificare queste aree. "Senza tener conto che per tali aree, in questi anni, nulla è stato posto in essere in termini di bonifica, nonostante l’impegno dei tanti Comitati e Associazioni – proseguono gli attivisti – bisogna richiamare alle proprie responsabilità, costituzionalmente delegate, tutti coloro politici, responsabili di partito, candidati, Consiglieri regionali, provinciali e Sindaci dei territori interessati a respingere con decisione il Decreto del Ministro dell’Ambiente per rimettere al centro dell’interesse politico l’urgenza della tutela del territorio che, in tema di bonifiche, non può che richiamarsi ad una responsabilità nazionale".






