Nelle controdeduzioni al Comune, che vuole rimuoverlo dall’incarico, l’imprenditore Ricchiuti, consigliere di maggioranza, ha giustificato per motivi di lavoro ma anche per un’indigestione le sue defezioni dall’assemblea cittadina.
“Il giorno prima avevo partecipato a un battesimo ma l’alimentazione disordinata ha creato problemi al mio apparato digerente”. Mentre tiene banco il dibattito sui costi della politica e sul senso di responsabilità delle istituzioni Nicola Ricchiuti, consigliere comunale di maggioranza ad Acerra, giustifica anche così, col più classico dei mal di pancia, le sue ripetute assenze all’assemblea cittadina. Defezioni che sono costate al noto imprenditore locale della vigilanza negli ipermercati, 37 anni, una richiesta di decadenza da parte dell’opposizione Pd. Intanto il presidente del consiglio, Domenico De Luca, ha indetto per martedì prossimo una seduta dell’assemblea cittadina. Obiettivo: chiedere il voto segreto sull’opportunità o meno di rimuovere Ricchiuti dalla carica.
Nelle controdeduzioni trasmesse la scorsa settimana al comune, l’esponente amministrativo, eletto l’anno scorso con 342 preferenze nella lista civica “Acerra è tua”, compagine che sostiene il sindaco Udc Raffaele Lettieri, motiva con un letterale mal di pancia l’assenza, la settima consecutiva, alla seduta del consiglio comunale del 28 aprile. “Il discorso della malattia è una banalità – risponde dal canto suo Ricchiuti – ci sono motivazioni più importanti: il mio materiale probatorio è molto fondato. Comunque – conclude il politico locale – aspettiamo il consiglio, poi vedremo: io sono sereno, tranquillo e non sono rammaricato con nessuno per questo”. Tutte le altre sei assenze precedenti sono state giustificate dal consigliere comunale da motivi di lavoro.
In base al testo unico degli enti locali la decadenza di un consigliere è determinata da tre assenze consecutive e ingiustificate. Ma il regolamento del comune di Acerra è in questo senso più elastico perché all’articolo 10 prevede che le assenze debbano essere il doppio, sei. Comunque al primo comma dello stesso articolo il regolamento stabilisce che il dovere del consigliere comunale è di partecipare a tutte le adunanze e che le assenze devono essere giustificate in modo credibile. Sempre in base alla stessa normativa municipale, le controdeduzioni a un’eventuale procedura di decadenza devono essere motivate anche sotto il profilo temporale: il consigliere è obbligato a spiegare perché abbia presentato le giustificazioni in quel determinato momento.
Secondo il Tar la assenze ripetute sono invece giustificato quando vengono utilizzate come strumento di lotta politica, manifestando cioè il proprio dissenso verso le scelte dell’amministrazione municipale attraverso il classico ritiro sull’ “Aventino”.





