Plastica bruciata sotto il pavimento di una costruzione industriale. Le forze dell’ordine hanno sequestrato tutto.
Le ceneri dei roghi tossici occultate nei terreni, a tonnellate. La prova viene da un capannone di tremila metri quadrati, che è stato sequestrato in via Volturno, immediata periferia di Acerra. Sotto il pavimento le forze dell’ordine, dopo aver fatto scavare con una pala, hanno trovato rifiuti incendiati. L’area è stata sigillata e il titolare dell’edificio è stato denunciato.
Il sospetto ora è che gli scarti di qualche discarica, più o meno legale oppure del tutto abusiva, siano stati nascosti lì sotto. Discariche che sono state incendiate nel passato recente di questo tormentato territorio. Poi i soliti ecomafiosi hanno fatto il resto, portando via le plastiche combuste dai luoghi, diciamo così, ” bonificati “, fino alla destinazione più che illecita, le fondamenta di un capannone industriale praticamente in disuso.
La zona di via Volturno in cui è stata trovata la discarica abusiva si trova in un vasto appezzamento interessato da un’inchiesta su un ingente traffico di rifiuti. A poca distanza da questo ritrovamento c’è un sito in cui, in base a un’indagine del pubblico ministero della Dda, Maria Cristina Ribera, venivano smaltiti rifiuti liquidi tossici, che poi finivano, attraverso un sistema di collegamenti fognari sconosciuti al comune, nel vicino e già inquinatissimo canale dei Regi Lagni, il canale borbonico di contenimento delle acque pluviali che una scellerata cementificazione in ” stile ” anni Ottanta ha trasformato in una delle più lunghe e grandi discariche del mondo, un serpentone di schifezze di ogni sorta che si allunga da Nola al litorale domizio, fino a Castevolturno.
(>Fonte foto: Rete internet)

