Acerra, rifiuti al posto del terreno: patate cresciute nei veleni

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Agghiacciante scoperta della Guardie Ambientali in località Lenza Schiavone: un campo coltivato utilizzando l’immondizia. Sul posto polizia municipale e polizia di Stato. Ma il sequestro cautelativo del terreno non c’è stato.

E’ incredibile ma è tutto vero: un enorme campo di patate che crescono nella discarica, tra plastiche bruciate, flaconcini vuoti di profumo, fili elettrici e scarti dell’edilizia. Succede ad Acerra, a un chilometro e mezzo in linea d’aria dall’inceneritore, in contrada Lenza Schiavone.

La denuncia, trasmessa alla procura di Nola, è degli agenti della squadra ambientale del comune, giunti sul posto insieme a una pattuglia del commissariato della polizia di Stato. Nella vasta pianura acerrana, quasi al confine con il territorio del comune di Maddaloni, le forze dell’ordine hanno scoperto, grazie alle indicazioni fornite dai volontari della Guardie Ambientali, un grande spazio, inquietante a prima vista: rifiuti al posto del terreno. Il blitz di polizia e municipale è stato messo a segno nel primo pomeriggio di ieri.

Nell’area gli agenti hanno avuto la brutta sorpresa di trovarsi davanti a un campo di patate di due ettari e mezzo, circa tre campi di calcio, che invece di essere fatto di solo terreno risulta zeppo di detriti mescolati agli ortaggi: plastiche, plastiche bruciate, scorie, bottigliette vuote di profumo, inerti, cemento. Non è finita, Si sospetta che lo stesso terreno sia intriso di sostanze chimiche triturate. L’ispezione è stata effettuata dagli agenti del settore ambiente della polizia municipale di Acerra e dagli agenti del commissariato zonale della polizia di stato. Le forze dell’ordine hanno spedito una denuncia dettagliata alla procura di Nola. Intanto ora gli agenti stanno cercando l’agricoltore e il proprietario del terreno, ubicato vicino a una grande discarica chimica finita in un noto processo sull’ecomafia, un traffico di rifiuti tossici organizzato tra Acerra e Marcianise.

Veleni importati dai grandi stabilimenti chimici di porto Marghera e fatti sparire nei terreni della provincia di Napoli, compresi quelli di Acerra e della vicina Caivano. In questo caso però la vicenda sembra assumere contorni più preoccupanti. Alcuni agricoltori senza scrupoli non hanno infatti esitato a coltivare i loro ortaggi negli appezzamenti utilizzati dall’ecomafia per scaricare tonnellate di schifezze. L’ennesima scoperta paradossale, proprio perché mette a nudo l’irresponsabilità di certi contadini, è stata resa possibile da due ambientalisti molto attivi nel territorio acerrano, Alessandro Cannavacciuolo e Antonio Montesarchio, che ieri hanno portato sul posto poliziotti e vigili urbani.

“Ci sono milioni di bastoncini di plastica colorati nel terreno coltivato a patate – racconta Alessandro – e noi abbiamo saputo il motivo della presenza di questi bastoncini. Servono – sostiene l’ambientalista – a indicare la provenienza dei rifiuti chimici, stabilimento per stabilimento”. Un’ipotesi terribile, che se dovesse essere confermata potrebbe rivelarsi dirompente. “Io ho osservato questo campo per alcuni mesi – aggiunge Montesarchio – ho visto che da qui qualche settimana fa i contadini hanno colto i friggiarelli, che chissà in quali pance sono andati a finire”.

“Da qui le patate – spiega un poliziotto – raggiungono le sedi europee delle grandi multinazioni che producono le patatine fritte confezionate”. Ieri un maresciallo della sezione ambientale della polizia municipale di Acerra voleva sequestrare l’appezzamento-discarica in via cautelativa. Poi però un altro sottufficiale dei caschi bianchi ha parlato al telefono con un pubblico ministero della procura di Nola. “Il giudice ha detto che non è necessario il sequestro del terreno”, ha fatto sapere il poliziotto comunale. La circostanza ha lasciato delusi e indispettiti gli ambientalisti.

“Riferirò questa spiacevole decisione di non sequestrare al presidente della commissione regionale antimafia, Amato”, ha anticipato Alessandro Cannavacciuolo. L’Arpac, l’Agenzia Regionale per l’Ambiente, ha intanto fatto sapere che invierà sul posto uomini e mezzi lunedì prossimo.

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