Ivan Aprea, capogruppo della lista civica “Verso il Futuro”, chiede l’azzeramento della giunta “senza se e senza ma”.
Le “epistole” della Lista Civica “Verso il Futuro”, del Partito Democratico e del Gruppo degli Indipendenti porteranno miglioramenti e chiarimenti utili alla conclusione della crisi-verifica? Abbiamo intervistato il capogruppo della Lista Civica “Verso il Futuro”, Ivan Aprea.
Consigliere Aprea ci spiega, dal suo punto di vista, le origini della crisi che sta vivendo l apolitica e l’amministrazione di Volla?
“Le origini della crisi vengono da lontano. Si basano sull’assenza di fiducia tra le forze politiche che compongono la maggioranza”.
Da quando sarebbe nata questa assenza di fiducia?
“Esattamente da quando il PD ha provato al allargare il proprio gruppo consiliare acquisendo il consigliere di SEL e provando ad acquisire anche un consigliere della lista civica (Montanino ndr). Ovviamente, con il nostro consigliere non ci sono riusciti. Da lì è nata una certa diffidenza. Non riuscivamo a capire per quale motivo volevano indebolire la lista civica. Poi, la diffidenza si è trasformata poi, in mal di pancia”.
Mal di pancia? In che senso e perché?
“Nella gestione amministrativa. Ad esempio: noi eravamo per un utilizzo ai minimi termini degli affidamenti diretti (appalti al di sotto dei quarantamila euro) perché pensiamo che qualcuno avesse potuto intravedere dei favoritismi a qualche amico di qualcuno, anche se poi alcuni di questi affidamenti sono stati positivi. Ad esempio, il passaggio dei contratti telefonici per tutti gli uffici comunali e scolastici dalla Telecom alla Vodafone ha anche portato un risparmio di circa 40.000 euro rispetto al passato. E’ stato il “modus operandi” che non abbiamo condiviso”.
Quale modo avreste utilizzato voi?
“Noi avevamo detto di convocare due, tre operatori, di valutare pubblicamente le offerte e poi di lasciare all’assessore la scelta. E di questi esempi ce ne sono altri. E’ eticamente scorretto quando io dico non facciamo gli affidamenti diretti e invece si ricorre agli affidamenti diretti”.
Allora il motivo della crisi è il “modus operandi” degli assessori? Oppure ci sono altre cause?
“Oggi, in si vorrebbe ricondurre la crisi politica a due frasi che io ho riportato nel documento inviato al sindaco. La prima, “si è smarrito il senso etico” e la seconda “il sindaco ha messo da parte le persone sane e ascolta persone che sane non lo sono”. Per me, è eticamente scorretto che quando bisogna prendere delle decisioni, quando bisogna fare delle scelte politiche, accade che qualcuno dei consiglieri o qualche forza politica parta da posizioni di vantaggio, perché ha saputo prima le notizie, e quindi può lavorarci prima, mentre altri devono arrancare.
Questo è eticamente e politicamente scorretto: quello di non partire tutti dallo stesso livello. Credo che sia moralmente scorretto se, ad esempio, nel caso in cui bisogna lavorare su una progettazione, e ci sono dei documenti, degli elementi, che possono favorire il lavoro di questa progettazione, questi vengono dati ad una forza politica e non ad un’altra. Un esempio: Il Piano Regolatore. Ho dovuto arrampicarmi sugli specchi per recuperare la documentazione che invece era in possesso di altri. Questo è eticamente scorretto”.
Lei si riferisce al sindaco. E’ lui che dovrebbe avere questi documenti. Quindi è lui che è stato eticamente scorretto? Cosa gli contestate?
“No. Mi riferisco al PD. Per noi il sindaco rappresenta il 65% dell’amministrazione. Lui è sempre presente. Molti risultati sono stati portati a casa grazie a lui. Al sindaco contestiamo che nei primi 6 mesi non ha fatto un riassetto della macchina comunale come invece aveva promesso in campagna elettorale. Se prima noi accusavamo anche i funzionari di mettersi di traverso rispetto alla politica, oggi io dico che i dirigenti sono quasi legittimati dai litigi della politica. Facciamo autocritica su questa questione”.
Non abbiamo capito se voi siete contenti o scontenti dell’amministrazione Guadagno?
“Siamo contenti. Siamo convinti che l’amministrazione ha posto le basi per risultati che si avranno fra qualche anno come ad esempio il risanamento finanziario. Noi chiediamo che il comune sia un palazzo di vetro. Lungi da me dire che la lista civica non abbia responsabilità. Noi abbiamo fatto autocritica sul nostro operato e su quello del nostro assessore. Invece, il PD attacca e dice che la responsabilità di questa situazione è di una sola persona. Le maggiori responsabilità devono essere individuate in chi ha maggior potere. Il rapporto col PD, da un punto di vista politico, è ormai rotto. Tutti gli assessori devono sapere che hanno perso la nostra fiducia se ne devono andare a casa. Vogliamo l’azzeramento totale della giunta”.
Quindi, volete l’azzeramento totale della giunta. Ma, se il PD riproponesse gli stessi uomini per deleghe diverse?
“La nostra posizione è chiara: Se un assessore è incapace di gestire delle deleghe non ne può fare delle altre, quindi chiediamo l’azzeramento della giunta. Senza se e senza ma”.



