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Acerra, palazzi e negozi privati nei terreni pubblici: scatta l’indagine della procura

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Dopo la denuncia delle Guardie Ambientali il pm Renzulli apre l’inchiesta per verificare la cementificazione selvaggia dell’area 167, la zona del territorio destinata alle case popolari e alle cooperative.

I privati possono costruire palazzi, ville e negozi nella zona 167 ? La risposta è solo una: certamente no. La speciale area urbanistica, infatti, è esclusivamente destinata all’edilizia economica e popolare. Eppure secondo le Guardie Ambientali, un’ associazione di volontariato, ad Acerra la legge sarebbe stata palesemente violata. All’interno degli spazi, vincolati dalla speciale normativa pubblica, di via Madonnelle, alveare di torri e monoblocchi alla periferia nord della città, i costruttori avrebbero insediato edifici che nulla avrebbero in comune con i grandi complessi abitativi realizzati negli anni Ottanta dallo Stato e dalle cooperative.

Cooperative che qui hanno potuto costruire case popolari in regime di agevolazione fiscale concessa dall’Iacp. Invece proprio attorno al complesso edilizio, nella fascia di rispetto della zona 167, si sarebbe insinuata una lunga teoria di edifici privati ad uso e consumo degli imprenditori che li hanno messi in piedi. Questa almeno è la tesi addotta da Alessandro Cannavacciuolo, uno dei giovani volontari che ha denunciato il caso alla procura di Nola. Proprio a Nola Alessandro è stato richiamato venerdi scorso, 28 settembre, dal pubblico ministero Carmine Renzulli, uno dei magistrati che si occupano dei reati urbanistici nel flagellato territorio a est di Napoli.

“ Il giudice mi ha fatto una serie di domande – racconta l’ambientalista – e poi sono stato portato da un funzionario delle polizia provinciale in un ufficio dove mi hanno fatto osservare delle immagini al computer ”. Immagini che sono il frutto di un software particolare, in grado di elaborare mappe satellitari aggiornate capaci di trascinare l’occhio indiscreto della lente in tutti i punti più reconditi delle zone da scandagliare. “ Ho fatto notare all’ autorità giudiziaria – racconta ancora Alessandro – che tra gli edifici che riteniamo certamente abusivi ce n’è uno affittato dal comune per aprirvi, anni fa, la farmacia comunale. In questa farmacia – il particolare denunciato dal volontario – ci lavora una parente stretta di un esponente politico locale dell’attuale maggioranza ”. Ora il problema per Renzulli è di verificare in tempi brevi tutti questi pesanti sospetti. Che però fino a prova contraria restano tali.
(Fonte Foto: Rete Internet)

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