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venerdì, Dicembre 3, 2021

Acerra, incendio nella discarica: Cesaro nel mirino degli avvocati del comune

Il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, ha convocato per stamattina il suo legale, in municipio. Obiettivo: denunciare la giunta provinciale, presidente Luigi Cesaro in testa, per disastro ambientale.

«Ho convocato una riunione tecnico-operativa con il nostro legale per tutelare il territorio, lo stoccaggio della Provincia è utilizzato illegalmente». Il tono è di quelli tranquilli, posati, ma il contenuto delle dichiarazioni rilasciate ieri dal sindaco Udc di Acerra, Raffaele Lettieri, lascia intravedere una durissima contrapposizione con il capo dell’esecutivo di piazza Matteotti, il berlusconiano di Sant’Antimo, Luigi Cesaro. L’incendio scoppiato sabato notte nella discarica di Acerra, gestita proprio dagli uomini dell’alleato di ferro di Nicola Cosentino, è stato domato dai vigili del fuoco soltanto l’altro ieri mattina, lunedì. Ma quelle fiamme bruciano ancora.

Sembra infatti che Lettieri voglia trovare la pista giuridica migliore per portare davanti alla sbarra degli imputati il presidente della Provincia. Corre voce che lo scaltro politico pidiellino stia per essere denunciato in procura per disastro ambientale dal neosindaco di Acerra, eletto a maggio al termine di un tesissimo ballottaggio con Antonio Crimaldi, il tenente colonnello della guardia di finanza legato a doppio filo a Cesaro che, nonostante la sconfitta elettorale, lo ha poi premiato, «per lo sforzo profuso», con un posto da assessore nel suo esecutivo. Un riconoscimento, questo, probabilmente scaturito da un senso di “solidarietà” tutto interno all’ambiente berlusconiano posizionato tra le province di Napoli e di Caserta.

Legami tanto stretti da spingere Crimaldi a depositare in procura una denuncia contro Lettieri puntata su un presunto voto di scambio e su presunti brogli alle elezioni amministrative di questa primavera. Intanto il quarantatreenne neosindaco, fedelissimo di Pasquale Sommese, ormai deus ex machina dell’Udc campano, sta tessendo la tela di una vendetta che si preannuncia clamorosa. Secondo autorevoli indiscrezioni la denuncia per disastro ambientale a carico di don Giggino potrebbe puntare su un evento-chiave: la firma dell’accordo di programma del 2009 stipulato da comune di Acerra, Governo , Regione e Provincia.

L’intesa prevede che a partire da quella data nessun impianto legato al ciclo dei rifiuti può essere realizzato o utilizzato senza la preventiva bonifica del territorio, cioè senza il preliminare risanamento di aria, acqua e terra. Poi però nel patto s’è aperta una crepa enorme, quando cioè Cesaro, nel giugno dell’anno scorso, ha firmato l’ordine di conferimento dei rifiuti nella piazzola numero 2 del sito di stoccaggio del Pantano. Un ordine dato in barba a ogni elementare regola stabilita da quell’accordo. Quindi la piazzola in questione si è gonfiata d’immondizie. Che sono “puntualmente” andate in fumo per ben due volte negli ultimi cinque mesi, alle ore 22 del 20 marzo e alle 23 di sabato 18 agosto.

Due incendi da cui si sono sprigionate altrettante, enormi, nubi tossiche. «C’è la camorra dietro queste fiamme», ha sentenziato il ministro dell’ambiente, Corrado Clini. L’inchiesta prosegue. Ieri mattina nella discarica del Pantano hanno fatto irruzione i carabinieri del Noe, il Nucleo operativo ecologico.

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