Appello dei comitati ai politici locali: “La giunta Lettieri deve fare chiarezza”.
Agli ambientalisti della zona era stata vietata l’installazione di un gazebo davanti all’ingresso del municipio, sulla scalinata del palazzo comunale.
Il gazebo doveva servire da presidio informativo, allo scopo di far sapere alla gente cosa stia accadendo nel territorio in materia ambientale. Ma dopo il no dell’amministrazione gli ecologisti, tignosi, si sono comunque organizzati per sollecitare in qualche modo una serie di richieste. Stamattina, quindi, il presidio davanti all’ingresso del comune. Qualcuno ha anche portato megafono e cartelloni. Alla manifestazione hanno aderito le Donne del 29 agosto, i volontari per Francesco, Noi genitori tutti, Alessandro Cannavacciuolo.
Una cinquantina di persone che hanno rivendicato alcuni punti parecchio delicati. Eccoli: questione Ecodrin, problematica centraline e dati inceneritore oscurati dall’Arpac, ordinanze di divieto di irrigazione dei campi coltivati del tutto inapplicate, terreni contaminati e coltivati, amianto. “Non è possibile andare avanti così – lamenta Alessandro Cannavacciuolo , noto giovane ambientalista della zona – in questo territorio si verificano tuttora scempi inauditi. Nonostante, per esempio, nella zona di Calabricito, area intensamente coltivata, l’Arpac abbia certificato soglie d’inquinamento da diossine e metalli pesanti centinaia o migliaia di volte superiori alla norma si continua a far finta di niente”.






