Episodi e testimonianze dalla vicenda dell’incendio del supermercato Azzurro.
Giovanna mamma coraggio, Giovanna che schizza per le scale annerite dal fumo denso che soffoca. Una madre che riesce a trarre in salvo i suoi piccoli, in pochi secondi. “Sono scesa un momento giù, nel supermercato, perché mi avevano chiesto di occuparmi un po’ della cassa”, racconta, commossa, fazzoletto in mano, Giovanna Crimaldi, moglie di uno dei fratelli Affinito, i titolari del supermercato Azzurro.
“Ho salvato i bambini per miracolo”, aggiunge, parole testuali, la donna. E’ una testimonianza che dà tutta la sensazione di un incendio terribile. Le fiamme rimaste sotto, nel deposito che è arso per molto tempo e che ha fatto da gigantesco fornello dell’intera palazzina. Un edificio grande, scantinato tutto deposito, pian terreno col supermercato, primo e secondo piano residenziali. Quattro appartamenti signorili, ampi. Due al primo piano e due al secondo, uno dei quali, quello sommitale posto fronte strada, da ultimare e quindi disabitato.
“Prima di mettere in salvo i miei figli ho chiamato il 115, i vigili del fuoco – aggiunge la signora poco più che trentenne – è stato tremendo: nelle scale c’era il buio totale mentre i vigili del fuoco tardavano. Allora sono salita lo stesso. I pompieri sono arrivati dopo un quarto d’ora”. C’è stato un brutto rapporto tra i vigili del fuoco e la famiglia Affinito. A un certo punto, durante le operazioni di spegnimento, è scoppiato addirittura un accenno di rissa. A capeggiare lo scatto d’ira è stato uno dei fratelli Affinito. Tutta la famiglia di commercianti ha contestato ai pompieri modalità sgradite di rimozione delle merci del supermercato. Il parapiglia fortunatamente è durato soltanto qualche minuto. Dal deposito distrutto dell’edificio il fumo è uscito per quasi tutta la giornata.
A causa dell’assenza in città dei bocchettoni antincendio i vigili del fuoco sono stati costretti a fare continuamente la spola dalla zona delle operazioni fino al termovalorizzatore. La A2A, società di gestione dell’inceneritore, ha messo immediatamente a disposizione le sue pompe antincendio. E’una carenza grave questa dell’assenza degli impianti stradali di spegnimento del fuoco. Un brutta piaga che affligge gran parte dell’hinterland napoletano. “E’ assurdo, ci vuole subito un piano che ne preveda l’installazione”, l’appello di Francesco Barbetta, responsabile della Protezione Civile di Acerra. Ma ora l’attenzione punta sulla grave situazione in cui è piombata la famiglia Affinito.
In primo luogo i vigili del fuoco stanno tentando di capire se le condizioni strutturali della palazzina possano garantire la sicurezza delle famiglie che lo abitano. Ieri sera fuoco e fumo sono stati del tutto domati poco dopo le ventuno. La famiglia Affinito è in attesa di sapere dai tecnici preposti le condizioni complessive della palazzina di via Vittorio Veneto. L’edificio all’esterno ma, soprattutto, all’interno porta i segni di un dramma destinato a far registrare notevoli danni economici. Nel supermercato e negli appartamenti le pareti sono quasi del tutto annerite. E il solaio del deposito è stato praticamente cotto dalle fiamme.





