“Nessuna procedura in atto, nessun avvio di procedimento, nessuna richiesta: mi sembra una situazione kafkiana. Lo ha dichiarato oggi, a ilmediano.it, l’assessore regionale all’ecologia, Giovanni Romano.
La notizia sta facendo da giorni il giro del web. Comitati e ambientalisti di tutto l’hinterland sono in allarme. Anche la politica locale, centrodestra di Acerra in testa, si è mossa: “Ci è giunta voce che vogliono ampliare l’inceneritore”.
Da tre a cinque forni con l’obiettivo di raddoppiare la capacità a 1 milione e mezzo di tonnellate di rifiuti l’anno. Un progetto, solo un progetto, di cui si è parlato ampiamente già due anni e mezzo fa. Oggi però l’assessore regionale all’ecologia Giovanni Romano, attraverso un’intervista gentilmente concessa al Mediano.it, smentisce le voci dell’ampliamento del gigante brucia immondizia di Acerra.
Assessore Romano, dunque, l’A2A sta per ampliare l’inceneritore di Acerra? Stando almeno alle notizie dell’ultim’ora….
“Assolutamente no. Non c’è nessuna procedura in atto, non c’è stato nessun avvio di procedimento né alcuna richiesta da parte di chicchessia: allo stato è una pura ipotesi, peraltro risalente ad alcuni anni fa”.
Dunque l’A2A, la società che gestisce l’impianto, non ha inoltrato nessuna richiesta di autorizzazione?
“Lo ripeto: non c’è nessuna richiesta, nulla. Tra l’altro l’A2A non potrebbe chiedere niente, non potrebbe farlo perché il termovalorizzatore è di proprietà della Regione Campania. Per cui dovrebbe essere la Regione Campania stessa, evidentemente, ad avviare un procedimento in tal senso. Dovremmo farlo noi, la Regione, e noi non abbiamo fatto niente che vada in questa direzione”.
Ma allora perché si rincorrono tutte queste voci?
“Credo che sia stato frainteso il lavoro che l’A2A sta facendo nel territorio di Acerra”.
Si riferisce ai sondaggi che la società Aster, l’azienda che si occupa di statistica territoriale, sta effettuando ad Acerra per capire l’impatto che l’inceneritore ha avuto e sta avendo sul territorio?
“Sì. Le relazioni che sta stilando l’Aster ad Acerra rientrano nella normale attività di un’azienda come l’A2A che gestisce impianti del genere. In tutt’Italia è così. Nulla a che vedere con queste voci”.
Allora non c’è alcuna iniziativa concreta allo stato. Ne possiamo essere certi?
“Mi sembra una situazione kafkiana. Una situazione del genere, l’avvio di un ampliamento, bisognerebbe inquadrarla nell’ambito del piano regionale dei rifiuti, che non la contempla e che è ancora in una fase preliminare. Per decidere l’ampliamento di un inceneritore come quello di Acerra sarebbe necessario prima sapere cosa succederà a Napoli città sulla questione e come sarà possibile affrontare lo stesso argomento nelle altre province della Campania, in modo tale da avere un quadro complessivo definito del futuro piano sul ciclo integrato dei rifiuti”.
(Fonte foto: Rete Internet)




