Concluso il progetto , “Abitare la legalità interculturale”. Il gruppo di studenti ha ripercorso, attraverso un lavoro cooperativo, le emozioni scaturite dai films. I prossimi appuntamenti.
Di Annamaria Franzoni
Il 13 Gennaio scorso si è concluso il primo modulo del Progetto Scuole Aperte, “Abitare la legalità interculturale” con un”attività laboratoriale che ha visto protagonisti i giovani allievi del liceo Mercalli e della Scuola Media C. Poerio i quali, con assiduità e partecipazione attiva, hanno reso avvincente e stimolante ogni incontro.
I ragazzi, infatti, in quest”ultimo appuntamento, si sono riuniti in gruppi spontanei nel Laboratorio informatico e ciascun gruppo ha elaborato un web-quest sul film “adottato” , dedicando qualche slide al personaggio che li ha maggiormente affascinati.
Alla conclusione dei lavori ciascun capo-gruppo ha presentato, in plenaria, nella sala multimediale, che ci ha ospitati nei sei incontri precedenti, il proprio lavoro supportato in qualche caso da colonne sonore idoneamente scelte o da scene particolarmente significative.
Si sono collocati ai vertici di questa graduatoria ideale pari merito “Fredom writers” con la stacanovista Signora Gruwell; “Il bambino con il pigiama a righe” con la coppia degli inseparabili amici legati dal destino di morte ed infine il nero coach del film “Il sapore della vittoria”.
Miloud, tuttavia, è rimasto nel cuore di tutti soprattutto per la sua capacità di entrare in quell”incubo rappresentato dalla vita dei giovanissimi ospiti dei canali di Bucarest.
Abbiamo ripercorso, secondo questa modalità di lavoro cooperativo e di condivisione dei prodotti realizzati, ogni emozione che ha caratterizzato i nostri incontri precedenti in una summa di riflessione comune: ha certamente primeggiato l”inspiegabile ed ingiustificato sentimento di maggior dolore che ha accomunato tutti per la morte di Bruno, rispetto a quella di Shumuel, nel film che ha sconvolto tutti: Il bambino con il pigiama a righe.
La risposta che il gruppo ha costruito insieme è che ci sono morti stabilite dalla Storia, popoli segnati da un destino incontrovertibile, finali tragici, ma nel filone di trame reali.
Nonostante noi tutti ci sentissimo a disagio, abbiamo provato dolore e sorpresa per la morte di Bruno, che rappresenta un personaggio che per la storia non è destinato a morire: su questa amara riflessione ci siamo lasciati dandoci appuntamento per i prossimi incontri di Scuole Aperte che continueranno a raccontare il tema dei diritti violati nel tempo con chiaro riferimento alla storia attuale.
A partire dalla prossima settimana, sempre presso il Liceo Mercalli nell”ambito del Progetto “Uno sguardo verso l”altrove”, il Prof. Francesco Soverina orienterà i giovani alla comprensione della diversità nel presente e nel passato con il corso “Le voci della Memoria”, il prof. Alberto Clarizia si rivolgerà ai giovani con un percorso laboratoriale di “Storie di diritti umani violati” ed io con il successivo laboratorio interculturale che trae il suo nome dal noto film “Indovina chi viene a cena”.

